Rumore a Orio, i sindaci bergamaschi chiedono i dati sui voli notturni

Dal Tavolo dei Comuni aeroportuali è arrivata anche la richiesta dell’introduzione dell’imposta regionale sulle emissioni sonore degli aerei
Un volo notturno
Un volo notturno
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I sindaci dei Comuni che gravitano attorno all’aeroporto di Orio al Serio tornano a chiedere maggiore trasparenza sui voli notturni e l’introduzione dell’imposta regionale sulle emissioni sonore degli aeromobili. È quanto emerso dalla riunione del Tavolo dei Comuni aeroportuali, convocata dopo oltre un anno. Lo riportano l’Eco di Bergamo e il Corriere della Sera Bergamo.

Problematiche

Secondo quanto riportato dai quotidiani locali, i primi cittadini vogliono ottenere da Sacbo l’elenco completo dei voli programmati nelle ore notturne per distinguere tra quelli effettivamente schedulati e quelli che arrivano in ritardo nel corso della notte. Il problema riguarda soprattutto i disagi acustici per i residenti delle zone vicine allo scalo. Una questione emersa anche in provincia di Brescia, nella zona del Monte Orfano, come avevamo scritto un mese fa. 

Come spiegato dal sindaco di Orio al Serio Alessandro Colletta, oggi si registrano mediamente circa 20 movimenti notturni tra decolli e atterraggi, un numero inferiore rispetto al passato ma ancora significativo. La società di gestione aveva già indicato una forte riduzione dei decolli programmati durante la notte, scesi nel 2025 a 35, mentre gli atterraggi sono vietati tra mezzanotte e le 5 del mattino. Tuttavia diversi voli arrivano comunque in questa fascia oraria a causa di ritardi accumulati durante la giornata o di deroghe operative.

I sindaci chiedono quindi di conoscere nel dettaglio gli slot contrattualizzati e gli eventuali sforamenti, per capire se questi movimenti notturni siano casi sporadici o un fenomeno strutturale. L’obiettivo non è ridurre l’operatività dello scalo, ma trovare un compromesso che riduca l’impatto acustico per i cittadini. Una soluzione che ha proposto anche la sindaca di Cologne Francesca Boglioni.

Il tema del rumore si lega anche alla proposta di introdurre in Lombardia l’Iresa, l’imposta regionale sulle emissioni sonore degli aeromobili già adottata in altre regioni italiane. Il tributo verrebbe pagato dalle compagnie aeree per ogni volo e si tradurrebbe in un costo stimato tra 20 e 30 centesimi per passeggero. Secondo le stime dei sindaci potrebbe generare circa 3 milioni di euro all’anno, da destinare ai territori interessati dall’impatto dell’aeroporto.

Nel frattempo lo scalo di Orio continua a confermarsi uno dei principali aeroporti italiani: nel 2025 ha sfiorato i 17 milioni di passeggeri, mentre i dati di gennaio mostrano una crescita molto contenuta rispetto all’anno precedente. Secondo Assaeroporti, nel primo mese del 2026 si sono registrati 7.294 movimenti e oltre 1,13 milioni di passeggeri, con un aumento minimo rispetto al 2025 ma un calo rispetto al 2024.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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