Adro, addio alla Città del Vino: progetto irrealizzabile e costoso

«La Città del Vino» di Adro finisce, definitivamente, nel cassetto. Il progetto imponente (15 milioni di euro) ipotizzato una decina d’anni fa dalle Amministrazioni dell’epoca, quella dei sindaci leghisti Danilo Oscar Lancini prima e Paolo Rosa poi, non si farà. L’indicazione politica della nuova giunta, quella civica di Davide Moretti, era chiara fin dalla campagna elettorale.
Il problema
Ora il Comune ha raggiunto un accordo con gli ex proprietari dei terreni in via Cattaneo, espropriati per la realizzazione del parcheggio del polo scolastico e - in futuro - proprio della «Città del Vino». A farlo sapere lo stesso sindaco, Davide Moretti, secondo il quale «sul valore dell’indennità di questo esproprio è in corso una procedura legale che potrebbe provocare il dissesto finanziario delle casse comunali e il successivo commissariamento, con conseguenti tagli ai servizi e al personale e aumento obbligato delle tasse fino al massimo consentito dalla legge».
Si parla, complessivamente, di circa due milioni di euro, tra la differenza relativa al valore dei terreni agricoli fissato dal Comune nel 2022 (10 euro al metro quadrato) e quello invece fissato dal Collegio tecnico (39 euro al metro quadrato), parametro accolto in prima battuta e su cui pende ancora un ricorso in Corte d’Appello, atteso per il febbraio 2026. Al milione e 300mila euro di questa differenza si sommerebbero indennità, interessi e spese legali.
Prospettive
In caso di conferma del primo grado, ragiona ancora Moretti, «il Comune sarebbe costretto a pagare il giusto prezzo per i terreni espropriati e al tempo stesso sarebbe obbligato a realizzare la cosiddetta “Città del Vino”, un’opera fantasiosa il cui studio di fattibilità del 2018 aveva previsto un costo complessivo superiore ai 15 milioni di euro» tra vigneti didattici, parcheggi, centro studi, sviluppo e ricerca per la viticoltura in Franciacorta. Per l’attuale Amministrazione, «una scelta tecnica e politica decisamente sbagliata, che non avrebbe portato nessun beneficio concreto per i cittadini ma che, al contrario, ha causato una situazione catastrofica per il bilancio comunale».
Coltivazioni e parcheggi
«Nei mesi scorsi – prosegue il primo cittadino – abbiamo affidato temporaneamente i terreni ad una società agricola che ne gestisce la pulizia, la manutenzione e lo ha destinato alla coltivazione di girasoli. I terreni non utilizzati per il parcheggio (vale a dire 34mila dei 50mila metri quadri complessivi, ndr) saranno definitivamente riportati alla destinazione agricola e, in seguito, venduti al fine di reperire le risorse necessarie a pagare gli espropri».
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