Villa Carcina, dopo 70 anni addio al coro «La Soldanella»

Una pagina lunga oltre mezzo secolo si chiude. Per l’esattezza quasi 70 anni. È il canto del cigno della storia del coro «La Soldanella» di Villa Carcina, presieduta negli ultimi decenni da Aldo Belloni, che ha dato il proprio addio definitivo con un ultimo concerto lo scorso Natale.
La storia
Le radici della formazione musicale affondano negli anni Cinquanta, in una Villa Carcina attraversata da un vivace fermento culturale grazie alla sensibilità di Piera Carpani Glisenti, fondatrice della sezione locale della Gioventù musicale italiana.
In quel contesto arriva Roberto Piana, giovane musicista del lago di Como, che apre una scuola di fisarmonica capace di attrarre ragazzi da tutto il territorio. Tra loro c’è anche un giovanissimo Pasquino Zanotti, che raggiunge le lezioni sulla bici del fratello con lo strumento sulle spalle e una forte passione.
Nel 1956 nasce il primo nucleo corale femminile, poi nel 1960 agli oratori di Carcina e Cogozzo prende forma il coro maschile «Franco Glisenti», che l’anno successivo diventa «La Soldanella». Il nome, ispirato al fiore alpino che sboccia controvento, si rivelerà profetico.
Il passaggio di testimone
Nel 1963 la morte improvvisa di Piana sembra spezzare il cammino, ma la direzione passa al diciottenne Zanotti, che guida il coro per decenni con rigore musicale, finezza interpretativa e profondo senso umano, costruendo un’identità sonora riconoscibile e apprezzata ben oltre i confini locali. Dopo il suo ritiro per motivi di salute l’eredità viene raccolta da Paolo Corini e da Stefano Peli.
Intanto il coro cresce: partecipa a concorsi nazionali, incisioni e si esibisce in oltre 1.200 concerti, tournée in Italia e all’estero. Centrale il gemellaggio con la comunità bavarese di Unterhaching, nato nel 1979 e consolidato in oltre venti incontri tra musica, amicizia e fraternità.
Più di un coro
Direttori, presidenti, segretari, presentatori, collaboratori spirituali e artistici hanno reso «La Soldanella» molto più di un coro: una famiglia, un luogo educativo, un presidio culturale e solidale. Lo testimoniano l’impegno benefico, il «Premio di solidarietà» istituito nel 2006 e il sostegno per oltre trent’anni all’adozione a distanza di due bambini in Brasile. «La Soldanella si ferma, ma non tace – ha detto Belloni nel corso del concerto conclusivo –: le sue voci continuano a vivere nei ricordi, nelle comunità attraversate, nell’eredità lasciata a Villa Carcina e alla Valtrompia».
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