Ad agosto i treni vanno in vacanza: 20 piccole stazioni tagliate fuori

Agosto è il mese forte del turismo in tutte le località lacustri e marine, e il lago d’Iseo non fa eccezione. Sembrerebbe logico attendersi quindi anche in estate, se non un rafforzamento, almeno un mantenimento dei servizi pubblici di trasporto.
Invece chi vorrà affidarsi alla mobilità sostenibile, quella scelta soprattutto dai turisti del nord Europa che sul Sebino sono sempre numerosi, potrebbe fare i conti ancora una volta con un numero di corse ridotto.
Dopo il taglio al numero di viaggi locali dei bus, che percorrono le tratte Iseo-Polaveno, Iseo-Sarnico e Iseo-Rovato-Chiari, altre riduzioni sarebbero in arrivo sulla ferrovia Brescia-Iseo-Edolo. Stando a un recente comunicato diffuso da Legambiente infatti, nel prossimo mese di agosto, da giovedì 1 a sabato 31, la società che gestisce i trasporti sulla strada ferrata sebino-camuno-franciacortina sarebbe intenzionata a cancellare ogni giorno 14 corse dei treni, portando il totale dalle 52 giornaliere attuali a 38, per una riduzione del servizio che andrebbe oltre il 25%. A essere penalizzate di più sarebbero le fermate intermedie, quelle dei paesi più piccoli, servite normalmente dai treni che gli addetti ai lavori chiamano «i localini».
Chi ci rimette
L’elenco dei paesi «tagliati» è lungo: si va da Castegnato, Passirano, Bornato, Borgonato, Paderno, Provaglio d’Iseo, Pilzone d’Iseo, Vello di Marone e Toline tra Franciacorta e Sebino, per arrivare a Capo di Ponte, Cedegolo, Ceto-Cerveno, Cividate-Malegno, Cogno, Forno d’Allione, Malonno, Piancamuno, Pianborno, Sellero, e Sonico in Valcamonica. In questa stazionicine, se oggi un treno ferma mediamente circa una volta ogni ora, in agosto l’attesa diventerebbe di due ore.
«Un tempo inaccettabile per chi come i visitatori del nord Europa si muove sul territorio con la bicicletta e si aspetta di poter fruire di servizi all’altezza di un paese moderno - commenta il presidente di Legambiente del Basso Sebino Dario Balotta, esperto di trasporti - ma naturalmente anche per chiunque ha bisogno del treno per le sue necessità quotidiane, considerato che i ragazzi non lo utilizzano più per andare e tornare da scuola ma per gli spostamenti brevi resta per loro un riferimento prezioso. Rendiamoci conto che un’attesa di due ore tra un passaggio e l’altro significa perdere mezza mattina fermi in una stazione. Lo vediamo come un operare per disincentivare l’utilizzo del treno e non per incentivarlo, come invece dovrebbe fare una società di trasporti pubblici come Trenord».
Senza bici
A complicare le cose a chi per i suoi spostamenti conta sul treno si aggiunge anche il divieto di portare le biciclette su alcuni vagoni, che non riguarda i convogli più nuovi ma i 668 degli anni Ottanta, di fronte a cui anche l’estate scorsa molti tedeschi e olandesi con le due ruote si sono visti sbarrare la strada. Come ricordato nel comunicato dagli ambientalisti, «i tagli al servizio sono dovuti a carenza di personale e treni» ma alla società che fa capo a Regione Lombardia le risorse non mancherebbero se si considera che oltre a quanto riceve ordinariamente per il funzionamento delle tratte in gestione «quest’anno riceverà dal Pirellone altri 31,4 milioni di euro straordinari».
Alla protesta di Legambiente si stanno unendo in questi giorni anche gli operatori turistici, consapevoli che i visitatori del nord Europa con cui svolgono buona parte del loro lavoro considerano il treno un mezzo fondamentale per raggiungere o avvicinarsi ai luoghi più belli del nostro territorio.
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