CronacaBassa

Adesca 12enne in chat: la mamma si sostituisce alla figlia e lo incastra

A processo un 25enne campano che voleva foto intime della ragazzina: nel suo smartphone è stato trovato materiale pedopornografico
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Dodicenne adescata via social, venticinquenne nei guai
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Le aveva chiesto di diventare «più di un amico». Voleva fotografie intime e confessioni. Ma stava chattando con una ragazzina di 12 anni. Non ha fatto i conti con la madre dell’adolescente che ha preso in mano il cellulare della figlia e lo ha incastrato. E per lui si aprirà a dicembre, davanti al Tribunale di Brescia, il processo. Protagonista un 25enne campano accusato di aver adescato via social una ragazzina residente nella Bassa bresciana.

L’indagine

Secondo il pubblico ministero Flavio Mastrototaro, il giovane avrebbe contattato la minorenne tramite due profili Instagram, instaurando «una fitta corrispondenza con messaggi dal contenuto ambiguo e allusivo». «Sei una bambina davvero interessante, vorrei essere lì con te a coccolarti» alcune delle frasi finite agli atti. Dietro l’apparente tono affettuoso, ci sarebbe stato un chiaro tentativo di guadagnare la fiducia della vittima con lusinghe e attenzioni per avere con lei un rapporto intimo. «Non voglio essere però il tuo fratellone ecco, voglio essere qualcosa di più di più per te» scriveva il 25enne. La minore, preoccupata per i toni del suo interlocutore, si è confessata con la madre che ha preso il cellulare della ragazzina scoprendo quanto stava accadendo.

Il ruolo della madre

La donna non ha subito denunciato: prima infatti si è sostituita alla figlia nella conversazione con il 25enne che scriveva dall’altra parte dell’Italia. Il genitore ha salvato la chat diventata la principale fonte di prova contro l’adulto che quando è stato perquisito dai carabinieri su ordine della Procura bresciana aveva già cancellato parte del materiale compromettente. Gli inquirenti hanno però scoperto che aveva richiesto l’iscrizione ad un canale Telegram dove gli utenti si scambiavano foto hot di minori. Nella memoria del cellulare anche «numerose foto succinte di ragazzine adolescenti, le quali per lo più scaricate da internet» si legge agli atti. Il 25enne aveva anche la registrazione dello schermo del cellulare durante video chiamate con minori in atteggiamenti espliciti.

In aula

La Procura di Brescia contesta l’adescamento di minore, un reato introdotto per reprimere condotte che, pur non sfociando in abusi concreti, costituiscono una pericolosa preparazione ad atti di sfruttamento o violenza sessuale. Il pm titolare dell’inchiesta ha firmato il decreto di citazione diretta a giudizio fissando l’udienza predibattimentale a dicembre. La madre della giovanissima vittima è al momento parte offesa e potrebbe costituirsi parte civile. La ragazzina di 12 anni aveva un profilo Instagram aperto - cioè visibile a tutti - nonostante la legge lo vieti - ma dalle fotografie pubblicate era evidente la giovanissima età.

Uno smartphone
Uno smartphone

Il difensore del 25enne nella memoria difensiva depositata durante le indagini ha provato a spiegare che «Non c’è prova che il mio assistito fosse consapevole della reale età della minore al momento del contatto» arrivando a definire il tono della conversazione al centro dell’inchiesta «chiaramente frutto di immaturità e, seppur talora inappropriato, di un tentativo maldestro di instaurare un rapporto di conoscenza e amicizia». Per chi indaga il giovane ha invece commesso un reato. E ora rischia una condanna fino a tre anni.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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