Andrea Leali: «Prima la formazione, poi la fantasia»

Uno di loro. Chef Andrea Leali è talmente giovane (classe 1993), che potrebbe facilmente confondersi con gli studenti del Mantegna. Ed è forse proprio questa vicinanza d’età che le sue parole sono particolarmente incisive. «Lavorare solo per un riconoscimento – esordisce –, come quello Michelin, negando la passione o la felicità non è un buon fondamento per una carriera duratura».
«Ai ragazzi che vorrebbero entrare nel mondo della ristorazione – aggiunge – consiglio di avere la pazienza e la lucidità per immaginarvi il percorso totale, suddividendolo per step. Prima la formazione, poi la responsabilità, e infine la creatività, quando avrete acquisito maggiori competenze, magari all’estero o in ristoranti importanti, e poi magari mettersi in proprio. All’inizio lo stipendio non è la priorità, ma lo è la formazione. Magari anche grazie all’aiuto dei genitori».
Osteria Leali
Questo, del resto, è il suo percorso, che l’ha portato a rilevare il ristorante di famiglia e trasformarlo in uno stellato. Accanto a Casa Leali, però, ha recentemente riaperto anche Osteria Leali, il primo locale dello chef gardesano. «L’abbiamo rinnovato – racconta – e riaperto a ottobre. Alla conduzione c’è mia moglie, con uno staff giovanissimo, che ha fatto training nello stellato».
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