Ogni gatto è un’opera d’arte. E viceversa

Clementina Coppini
Emozioni «feline» per un’assenza che muove a commozione
Ricordo colmo di affetto per un gatto che non c’è più, ma che rubava il cuore
Ricordo colmo di affetto per un gatto che non c’è più, ma che rubava il cuore
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Rispetto al dolore del mondo cos'è un gatto? Niente, forse solo la consolazione di trovarti quando tornavo torna a casa e tu eri lì, bello e composto e superiore a ogni umana miseria.

La tua assenza è un vuoto, come ogni mancanza generata da una presenza che aveva davvero senso. Non eri umano e dovrei metterti in serie B. Ma ti amavo più di quanto ami gran parte di chi conosco. Non dovrei dirlo, ma lo penso non me ne vergogno. Ora è tempo per te di riposare. La puntura che ti hanno fatto nel cuore per farti smettere di soffrire è stata buttata via. È rimasto solo un non così metaforico ago conficcato nel mio cuore. Sta insieme agli altri. Sono tanti, uno diverso dall’altro.

Ogni cuore alla fine è un ricamo di aghi. Il tuo è grigio e con le orecchie a punta. Gigantesco, buono, selvaggio, domestico. Passo la vita a cercare opere d’arte, a descrivere cose belle. Tu eri un capolavoro assoluto, l’ho capito appena ti ho visto. Mi dico per l’ennesima volta che non vorrò altri gatti e come tutte le altre volte cambierò idea. Nessuno sarà come te, come nessun capolavoro è paragonabile a un altro.

L’arte è proiezione dell’amore e del dolore

Grazie a te ho ricordato che ogni opera d’arte, prima di nascere nel cuore trapuntato di aghi di un artista, era qualcosa di vivo. E che, se non si ama ciò che si ha intorno, non si può comprendere l’arte, sublimazione di tutto ciò che palpita. Se non si soffre non si può essere un artista, né realistico né astratto. Avere l’onore di stare con te, creatura dalle grandi zampe, dal grande naso, dai grandi occhi e dal muso enorme, con la coda piatta a righe nere, è stato un modo per apprendere l’arte, la quale si muove, salta, è buffa, dà gioia ma ha in sé anche ferite e sofferenza. L’arte è proiezione dell’amore e del dolore, è un grumo che li contiene entrambi. In questo amalgama si genera la Bellezza e acquista significato tutto ciò che ci è stato affidato.

Unicità

Cos’è un gatto rispetto al dolore del mondo? Cos’è l’arte rispetto al dolore del mondo? Tutto. Entrambi, gatto e arte, incarnano la virtù di saper usare al meglio i cinque sensi, la piena libertà d’espressione, la connessione, istintiva e insieme ragionata, con il creato. Respirano entrambi anche quando il respiro si può immaginare soltanto, sono presenti a dispetto dell’assenza. Ogni gatto è una meraviglia a sé e merita di essere amato e ammirato. Come l’arte, è sempre vicino a chi comprende il silenzio e la meditazione, a chi sa vedere al buio e insieme godere del sole in fronte. Sa aspettare con lungimiranza, racchiudere l’angoscia in un gesto.

L’arte, come un gatto, eleva il suo sguardo oltre te, ti trapassa. Eppure, malgrado la sua fiera indipendenza, ti aspetta sempre. Perché entrambi, gatto e arte, hanno bisogno di te, mai quanto tu hai bisogno di loro. I gatti, come l’arte, non muoiono. S’imprimono nel grande insieme di aghi intrisi di gioia e dolore che è la vita.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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