Vita da rider: «Tutto il giorno in bici per le consegne e a fine mese lo stipendio è di 800 euro»

Non importa che tu sia giovane o meno giovane, l’importante è che cominci a correre. Vale per gazzella e leone nella savana. E vale oggi per i rider impegnati nella giungla dei contratti con gli stipendi più bassi d’Italia. Inforca la bici e vai. Più sei veloce e più consegni. E più guadagni. È la vita di tutti i giorni di uomini e donne con lo zaino in spalla che attraversano la città per consegnare pranzi, cene, ma anche colazioni e merende.
«Con il Covid tutti si sono accorti di noi» spiega il rider che, con l’anonimato garantito, racconta le sue giornate. Appuntamento per l’intervista alle nove del mattino. «Poi inizia la lunga giornata in sella alla mia bici». Cambiano le piattaforme dell’online food delivery, ma non gli annunci che sono tutti fotocopia: «Chiunque possieda una bicicletta, una moto o un’auto, può presentare la domanda» è la proposta agli interessati. Lo chiamiamo Stefano, nome di fantasia, ma storia reale.
Come ha cominciato?
«Ho 31 anni e il diploma di elettricista in tasca, ma a parte qualche lavoretto non sono riuscito a trovare un impiego vero. Quattro anni fa ho così scelto di diventare rider. Sono stato con Glovo, poi Deliveroo e Just Eat dal marzo 2022.».
Sempre in bici?
«Sempre. Consegno solo in bici. Ne ho comprata una veloce. Mi è costata 500 euro, ma ne è valsa pena».
Visto che parla subito di soldi, le chiedo quanto guadagna...
«Diciamo che faccio due lavori per arrivare ad uno stipendio quasi vero. Guadagno 800 euro al mese o anche qualcosa di più se va bene»
Con due contratti?
«Ho un contratto part time a 20 ore a tempo indeterminato con Just Eat e poi lavoro con partita Iva per Deliveroo e pago le tasse. Ma ho fatto la richiesta per assunzione a tempo pieno che sarebbero 39 ore alla settimana e quindi prenderei molto di più. Di fatto oggi lavoro dalle 8 del mattino con Deliveroo, poi passo a Just Eat e infine torno a Deliveroo. Pago un affitto di 600 euro al mese e con un impiego solo non riuscirei mai».
Facciamo due calcoli sul suo salario all’ora.
«Dove ho il contratto la tariffa part time è di 8 euro e 65 centesimi ai quali vanno aggiunti 25 centesimi per ordine consegnato e sei centesimi a chilometro. La zona è vasta e arrivo fino in provincia come a Bovezzo, Nave, Concesio. La strada è lunga, ma se vai veloce si riesce.
Perché la velocità è determinante?
«Con la piattaforma con cui ho il contratto a tempo indeterminato non cambia nulla perché ho il salario all’ora. Con il secondo impiego invece vengo pagato a ordine, con una tariffa che parte da 3 euro e 67 centesimi. Però se vado lontano e con il bonus weekend che scatta la sera si può arrivare a dieci euro a pasto consegnato».
E poi ci sono le mance. Come funziona?
«A volte la mancia finisce nel pagamento online che entra nello stipendio. E poi invece c’è la mancia in contanti che resta in mano».
I bresciani sono generosi?
«I bresciani danno poche volte le mance. Con il Covid ne prendevo un sacco, anche dieci euro a giorno. Poi è passato il Covid le mance sono crollate».
Le è capitato di consegnare ordini anche a vip?
«Certo. Spesso a calciatori e giocatori di basket. Che non mi hanno mai dato la mancia. Mentre è capitato che gente normale mi ha dato cinque euro, come quando ho consegnato sotto il diluvio».
Anche la pioggia non vi ferma?
«Con Deliveroo se piove puoi andare offline e quindi non lavorare, mentre con Just Eat sei obbligato a consegnare anche se diluvia. Mi è capitato anche di fare 8-10 chilometri per le consegne sotto la pioggia».
Dove aspetta l’ordine che arriva dai ristoranti?
«Puoi aspettare dove vuoi, nell’area dove vengono fatte le consegne. Più sei vicino ai ristoranti e più veloce puoi prendere la consegna. C’è un algoritmo che decide a chi assegnare l’ordine tra i rider collegati. Tanti corrono in bici con l’ordine in mano o nel cestino per fare più in fretta. Non mettono nemmeno il cibo nella borsa. E questo non va bene».
Chi sono i suoi colleghi?
«Con Deliveroo ci sono tantissimi stranieri, mentre in Just Eat siamo solo 23 rider contrattualizzati a tempo indeterminato a Brescia. Eravamo un po’ di più fino a qualche tempo fa. Ci sono colleghi giovani o anche più anziani che hanno perso il lavoro e sono stati costretti a diventare rider. Just Eat offre sempre il contratto a tempo indeterminato e questo fa la differenza rispetto ad altre piattaforme. A me piace come lavoro. Poi non so quanto potrò andare avanti».
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