I genitori hanno paura di lui, la polizia lo ha arrestato, ma il pubblico ministero lo ha dovuto rimettere in libertà poche ore dopo. Per un cortocircuito della legge. E di un provvedimento voluto dalla politica per rispondere alla pancia del Paese, ma che non può essere applicato per il mancato aggiornamento del codice di procedura penale. E così vittima e aggressore rischiano di tornare pericolosamente a contatto. È successo nelle scorse ore in città con il caso finito sul tavolo della Procura.
Il caso
Protagonista un 47enne bresciano per il quale lo scorso 20 dicembre era scattato il divieto di avvicinamento ai genitori e ai luoghi frequentati dagli stessi. A partire ovviamente dall’abitazione. «Deve stare almeno a 500 metri di distanza» aveva stabilito il giudice. La misura era stata disposta dal gip Alessandra Sabatucci su richiesta del sostituto procuratore Lorena Ghibaudo, dopo che l'uomo aveva aggredito il padre, spintonandolo e strappandogli il borsello per portargli via 50 euro. Era stato lo stesso padre a denunciare il figlio evidentemente esasperato dalla situzione.




