Nessun cartello «vendesi» affisso ai palchetti del Teatro Grande. Nessuna ricerca del miglior offerente, cui piazzare i salottini in velluto che fregiano la balconata del Massimo cittadino. Si prospetta un braccio di ferro, seppur via carte bollate, fra il Comune di Brescia e la Corte dei Conti che, alla luce della legge Madia, vorrebbe la Loggia fuori dalla Società del Teatro Grande.
n base alla normativa sulle partecipate, infatti, la Loggia non avrebbe facoltà di detenere quote nella società di persone che riunisce, come in una grande assemblea condominiale, i proprietari del Teatro Grande, inteso come edificio coi sui palchi, le sue poltrone e le sue parti comuni.




