Avete presente l'antico adagio di Confucio secondo cui se doni del pesce, chi lo riceve mangia una volta, se gli insegni a pescare lo sfami a vita? Lo hanno adattato all'era del 4.0 i geniali maker dei Isinnova. Per intenderci, il pool di ingegneri guidati da Cristian Fracassi che nel cuore dell'emergenza hanno cavato come un coniglio dal cilindro la soluzione che serviva.
Ora l'azienda ha lanciato un progetto internazionale che non guarda all'emergenza in atto, ma al futuro. Quello di tutti quei Paesi che versano in condizioni di maggiori difficoltà e chiama a raccolta quanti hanno salutato commossi le geniali soluzioni messe in campo perché sostengano anche economicamente il nuovo progetto che si chiama evocativamente «Isi 3D - 4 the future».
L'obiettivo? Quello di regalare stampanti 3D perché possano essere prodotti là dove servono di più i prodotti biomedicali che le condizioni economiche non consentono di reperire. Non solo. Per supportare l'impiego a questa tecnologia, ecco ideata anche una piattaforma online per condividere progetti e know-how, abbattendo le distanze.
Per sostenere il progetto, Isinnova ha lanciato una campagna di crowdfunding, senza giri di parole: «Abbiamo bisogno di voi. Hanno bisogno di voi. È il momento di insegnare a pescare». In metafora. E se maker disposti a occuparsi direttamente del progetto ne hanno individuati loro, per l'acquisto delle stampanti 3D e del kit completo di bobine di Pla, ricambi, ecc., ecco sulla piattaforma gofundme.com tutto quel che serve per sottoscrivere la propria donazione.
A sostenere il progetto poi si sono subito schierate onlus che la solidarietà, in particolare in chiave internazionale, l'hanno nel Dna: lo Svi (Servizio volontariato Internazionale), Medicus Mundi, lo Scaip, la Caritas di Brescia e l'Ufficio per le Missioni della nostra Diocesi.


