Oggi è la giornata per rileggere i versi che la poetessa Ketty Daneo ha dedicato al fratello recluso nella Risiera di San Sabba, dove una lastra di marmo ogni giorno richiama alla memoria le atrocità consumate in quel luogo.
«Dalla fabbrica calano sulla città urla tese, di martirio: una risiera un tempo, che le mondine giovani curve allo sbramino riempivano di stornellate nelle stagioni dolci del sambuco sognando ragazzi, all’uscita». Guardando ciò che resta della follia nazi-fascista la gola si chiude. Dentro la stanza delle croci la sofferenza è stata assorbita dai muri, graffiati con pensieri di addio e da simboli ebraici che perpetuano la tragedia di quanti sono passati in quelle celle, anguste anche da vuote e senza catenacci.



