Una passione che corre sui binari dell’Interrail

Il passaggio del testimone generazionale, da mamma a figlio, corre lungo la strada «ferrata» d’Europa.
Così il giovane Luigi Gallo, fresco dei suoi 18 anni compiuti a giugno, studente del Copernico, è uno dei 1.776 neo diciottenni italiani che hanno «staccato» il biglietto del pass Interrail gratuito dedicato dall’Unione Europea, attraverso il progetto DiscoverEu, a una platea potenziale di quindicimila neomaggiorenni europei che questa estate, fino al 30 settembre, hanno avuto e avranno l’opportunità di girare gratuitamente in treno nel Vecchio continente, grazie appunto ai pass Interrail gratuiti messi a disposizione dall’Unione Europea.
Tutto questo dopo aver partecipato alla selezione, chiusasi il 26 giugno, sul Portale europeo per i giovani. Luigi Gallo ha saputo dell’opportunità da mamma Lucia che, nell’estate dei suoi 19 anni, si imbarcò a sua volta nell’avventura dell’Interrail con due amiche. Luigi, che già pensava di vivere l’esperienza Interrail dopo la maturità (da settembre frequenterà il quinto anno del Copernico), ha colto il suggerimento al balzo, decidendo di partite per questo viaggio che, certamente, sarà per lui indimenticabile.
E così, ci racconta riavvolgendo con noi il nastro della sua esplorazione europea targata DiscoverEu, conclusasi il 10 agosto, ha presentato la candidatura e quella dei suoi compagni di viaggio, i gemelli Matteo e Jacopo Tarenzi, sul Portale europeo per i giovani. E quando arriva il disco verde della domanda accettata, Luigi e i suoi compagni di viaggio si mettono in moto per organizzare il loro Interrail, cercando la meta migliore e quelle località che facciano poi divenire l’esperienza ancor più significativa.
Accantonata l’idea iniziale di veleggiare nel nord Europa, tra Amsterdam, Copenaghen, Stoccolma e Oslo, la road map dei tre ragazzi bresciani, rigorosamente segnata sul diario di viaggio del pass, si muove più a sud, tra la Spagna e il Portogallo. Tra Barcellona e Valencia, Madrid e Lisbona, Porto e Bilbao. Il viaggio. Partenza il 28 luglio, ritorno nel Belpaese il 10 agosto. Tredici giorni, racconta Luigi, di scorci visti dal treno che non si scordano e che emozionano come «i campi di girasole nella tratta tra Valencia e Madrid», di incontri e di qualche imprevisto che con quel che gli occhi vedono, e non dimenticano, e l’animo sente, è l’essenza del prendere il largo verso altre latitudini.
Come la prima notte trascorsa a Montpellier, da un padrone di casa certamente un po’ particolare. «In realtà non si trattava di un ostello ma un appartamento in cui il padrone di casa, un ragazzo di 20 anni aveva ricavato ben 14 posti letto». Valencia «è la città che mi ha colpito di più. Porto quella che, invece, mi è piaciuta di più. Valencia mi ha sorpreso perché la pensavo meno artistica. Indelebile, ad esempio un parco ricavato nel vecchio letto di un fiume, gigantesco. E a Porto tra ricordi più belli un ponte dove passava il tram», rammenta.
Quella di Luigi è una generazione che ha l’Europa e l’andare oltre i confini italici nel dna. E infatti, al di là dei progetti accademici e l’opzione Ingegneria gestionale per l’università, Luigi un periodo di studio all’estero, magari in Giappone o Corea del Sud, lo ha messo in agenda. Globetrotter per cromosomi e vocazione.
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