Ti guardi allo specchio e vedi il volto di chi ha ucciso, torturato, stuprato. Vedi il volto di mille uomini che non sei tu e speri di non essere mai. Eppure la colpa di un intero sesso ricade su di te, colpevole senza reato. È una prima reazione, più emotiva che razionale, ma il confronto ti riporta alla realtà. Il femminicidio di Giulia Cecchettin non può e non deve lasciare indifferenti: viviamo in una società dove l’uomo, consciamente o meno e forse così a fondo interiorizzato non solamente dal «maschio», gode tutt’ora di una posizione privilegiata, di potere che non fa nulla per camuffarsi.
La bulimia di notizie, soprattutto di stretta cronaca nera, è però ben altra cosa. Ottunde i sensi, seda la ragione e dà in pasto alla pura emotività ciò che invece deve essere affrontato con chirurgica chiarezza. Esiste un problema, quello delle varie forme di violenza degli uomini contro le donne.




