Un auditorium dalla struttura curvilinea nel luogo in cui - si narra - sorgeva l’antico anfiteatro romano della città, nell’attuale largo Formentone; un edificio come un «portale» addossato alla parete spoglia di piazza Rovetta, a simboleggiare l’ingresso nel quartiere del Carmine, luogo vivo e mutevole della città contemporanea.
Si torna a parlare dello spazio vuoto a nord della Loggia, e della sua possibile sistemazione architettonica e urbanistica. A riaprire il dibattito - con l’auspicio che sia utile in vista del 2023 in cui Brescia sarà capitale italiana della cultura - è l’ingegner Carlo Pagani, che mette nero su bianco, in un volumetto autoprodotto pubblicato da BamsPhoto Rodella, quella che definisce «un’idea progettuale che nessuno mi ha commissionato» sviluppata «in questi difficili giorni».




