Un popolo di ipertesi, con ossa fragili e mal di stomaco: lo dicono i farmaci

Ogni persona ha ritirato in farmacia in media 17,9 confezioni di medicinali a carico del Servizio sanitario nazionale, con un prezzo medio pari a 9,33 euro. Tra i principi attivi più prescritti ci sono farmaci per curare insufficienza cardiaca e ipertensione, seguiti da molecole per il reflusso gastroesofageo e da vitamina D per la fragilità delle ossa.
L’analisi
L’analisi dell’andamento della spesa farmaceutica convenzionata è stata pubblicata da Federfarma e fornisce informazioni sul consumo di farmaci prescritti dal medico, assunti quotidianamente da oltre metà della popolazione. A questi si devono aggiungere - un terzo del totale di quelli usati - i farmaci da banco, ovvero quei medicinali la cui dispensazione al paziente può avvenire senza la presentazione di alcun tipo di ricetta medica. Dal Report emerge che il comparto «etico» (farmaci con ricetta medica) rappresenta il 55,5% del fatturato delle farmacie ed è aumentato del 2,2% rispetto all’anno precedente; il comparto commerciale e quello dell’autocura sono in aumento del 7,6%.
Osservando la classifica dei dieci principi attivi più prescritti dai nostri medici, si osserva che per cinque sono aumentati i consumi (insufficienza cardiaca, reflusso gastroesofageo, carenza di vitamina D, febbre e sindromi influenzali e colesterolo alto). Per altri cinque, invece, si assiste ad una flessione e sono precise molecole prescritte per diabete mellito di tipo 2, per pressione alta, per malattie coronariche, diuretico e uno specifico per bruciori di stomaco).
La lettura
Una fotografia che non deve spingere a trarre conclusioni fuorvianti. Spesso, infatti, alcuni principi attivi sono meno utilizzati non perché non ci sia più il problema da curare o i sintomi da alleviare, ma perché sono stati immessi in commercio farmaci innovativi.
Le prescrizioni a livello nazionale sono sostanzialmente sovrapponibili, per finalità terapeutica, a quelle di Regione Lombardia, se si esclude l’aspirina, molto più prescritta al sud. Ed anche sulla spesa a carico del Servizio sanitario, nella nostra Regione al primo posto si trovano medicinali per curare problemi all’apparato gastrointestinale e metabolico e al secondo per il sistema cardiovascolare, mentre la classifica nazionale quest’ultimo è in cima alla lista. Un altro prodotto che non si trova tra quelli prescritti al nord è la levotiroxina sodica, terapia contro le disfunzioni della tiroide che, invece, si trova nella classifica nazionale. Incrociando i dati delle patologie, tuttavia, non si desume che in Lombardia le persone non soffrano di disfunzionalità della preziosa ghiandola, ma si curano anche con farmaci a pagamento.
Quanto si spende
La spesa netta a livello nazionale è di 7,8 miliardi di euro, in calo dell’1,3% rispetto al 2018, mentre in Lombardia è di circa 1,4 miliardi di euro, con un aumento dei consumi del 6,5%. A livello lombardo, le malattie che incidono di più sulle casse pubbliche sono quelle dell’apparato gastrointestinale e del metabolismo (5,81% della spesa totale), del sistema cardiovascolare (25,74%) e di quello nervoso (15,38%). I principi attivi a maggior spesa nelle nostre farmacie sono il semaglutide (antidiabetico e studiato per la terapia dell’obesità) con un’impennata del 112,40% rispetto all’anno precedente; il dulaglutide (diabete di tipo 2) con un aumento del 49,51%, il sacubitril valsartan complesso di sale sodico per l’insufficienza cardiaca (più 36,79%) e amoxicillina triidrato contro le infezioni (più 34,92%).
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