Hanno atteso pazientemente il passaggio della vigilanza, quindi, quando nessun nottambulo percorreva via Carini, hanno girato il furgone che avrebbero usato come ariete e si sono appoggiati con il posteriore di quello che sembrerebbe un mezzo cassonato alla saracinesca. Il metallo della serranda non ha potuto fare molta resistenza alla pressione del pesante mezzo: le barre antintrusione sono fuoriuscite dalle guide mentre l’ampia vetrata finiva in frantumi.

Il furto. A quel punto, incuranti dell’allarme che suonava e della sirena che ululava nella notte, i malviventi si sono introdotti nell’attività della storica famiglia Superti e una quindicina, forse venti, biciclette in lega leggera e carbonio sono state caricate sul mezzo.
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