Un altro superprefetto per Aci Brescia

Matteo Piantedosi è il nuovo commissario di Aci Brescia. Dopo due dimissioni di fila, quelle del prefetto Vincenzo Grimaldi e del generale Baldassarre Favara, il ministro del Turismo Piero Gnudi ha deciso di mettere fine ad una situazione a dir poco imbarazzante.
La nomina di Piantedosi, napoletano, classe 1963, è arrivata dopo una consultazione col ministro dell'Interno Anna Maria Cancellieri, che ha calato un «calibro da novanta». Una manovra evidentemente volta a sanare i troppi dubbi che circolano attorno al «caso Aci». La domanda delle domande resta senza risposta: perché due personalità dall'onestà specchiata e dalla professionalità indiscussa hanno lasciato dalla sera al mattino? Troppe pressioni - si dice - e non si fatica a crederlo. Aci Brescia vuol dire Mille Miglia, quindi una vetrina internazionale accompagnata da un business non indifferente.
Per questo il ruolo di Matteo Piantedosi non è semplice. Il curriculum dell'uomo parla chiaro e non lascia spazio a compromessi. In via Ferrari arriva un prefetto dal robustissimo curriculum. Piantedosi non ancora trentenne era già assegnato alla Prefettura di Bologna dove per otto anni ha svolto l'incarico di capo di gabinetto per diventare, dal 2007, viceprefetto vicario.
Dal 14 aprile 2010 al 14 maggio 2011 è stato anche sub commissario al Comune di Bologna, collaborando a stretto contatto col ministro Cancellieri, allora commissario della città. Docente di materie giuridiche all'Università degli Studi di Bologna, Piantedosi è stato nominato prefetto di Lodi il 3 agosto 2011 e dal 10 gennaio 2012 è vice capo di gabinetto del Ministro dell'Interno e dal 12 giugno 2012 è vice capo di Gabinetto Vicario del Ministro. Basterà tutta questa esperienza a rimettere in rotta la barra del timone di Aci Brescia?
Prima di abbandonare il gen. Baldassarre Favara aveva dato via libera a Stefano Sacco, a.d. di 1000 Miglia srl (società costituita per gestire l'evento in house) all'apertura delle preiscrizioni. Sono già più di mille con il versamento di circa 7.400 euro. Alla partenza da viale Rebuffone ci saranno 375 autovetture che garantiranno un budget di oltre 2,7 milioni di euro. Tanto, però non basta. Questa situazione di stallo innescata il 10 luglio dal commissariamento di Aci Brescia, ma soprattutto dal rapido passaggio di ben due commissari in tre mesi e mezzo, si riflette negativamente sull'approccio con gli sponsor che vogliono certezze. Ecco perché il ruolo del commissario oggi più che mai è strategico a garanzia dell'evento.
Ma non è tutto. Nel bailamme del periodo emerge un quadro Aci (non di Brescia, ma generale) desolante. Dov'è finito il club che deve fornire servizi e tutelare gli automobilisti? Possibile che ci si scaldi solo per gare e manifestazioni?
Il timore è che la lezione di Aci Brescia non insegnerà niente a nessuno. Alla fine saremo più informati sul diritto amministrativo che sul codice della strada. Attendiamo quindi la sentenza del Tar in programma il 19 dicembre, sperando che nel frattempo non scatti il rosso.
Claudio Venturelli
Riproduzione riservata © Giornale di Brescia
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