Turismo nel Bresciano: sarà una Pasqua da quasi tutto esaurito
Molto bene i laghi, benino i monti: la Pasqua, nel Bresciano, sarà da quasi tutto esaurito. Federalberghi stima che, nei prossimi giorni, l’occupazione delle camere delle attività ricettive bresciane supererà l’80%. In Valcamonica, però, le prenotazioni scarseggiano e alcuni hotel restano chiusi.
Sul lago di Garda
La prima fotografia è quella gardesana. Qui torna davanti all’obbiettivo quella cara, vecchia e affettuosa amicizia che non tradisce mai: quella tra lago e turisti tedeschi, che già stanno tornando in massa e che a Pasqua riempiranno gli alberghi insieme agli italiani. Il Garda si avvicina alla Pasqua con un «quasi tutto esaurito» da far sognare anche per l’estate, con un ottimismo che non può che essere «ragionato - spiega il presidente del Consorzio Lago di Garda Lombardia, Massimo Ghidelli -, perché certamente non è frutto di sole buone impressioni, quanto piuttosto di dati ben precisi». Quelli delle prenotazioni: «Tutte e tre le aree del Garda bresciano registrano quasi il tutto esaurito - specifica ancora Ghidelli -: da Limone a Sirmione. La vera stagione è partita una decina di giorni fa, con l’arrivo proprio a Limone di quindici pullman carichi di turisti tedeschi. Una ripresa che riguarda peraltro tutto il panorama turistico del Benaco: stanno arrivando visitatori anche in strutture di quattro, cinque stelle».

L’unica stonatura (se così vogliamo definirla)? «Gli inglesi torneranno ai numeri del 2019 l’anno prossimo perché si muovono attraverso i tour operator che presentano le loro offerte un anno prima. L’influenza del Covid nel 2021 in questo senso è stata determinante». Ma arriveranno anche gli inglesi, e già dalla fine del mese. Prima, però, la Pasqua sarà un traino eccellente. E non solo per la stagione estiva alle porte, ma anche per ristorazione e commercio. Dopo il fine settimana pasquale, però, ci si aspetta una lieve decrescita, anche se durerà poco: «A maggio siamo pronti per ricominciare alla grande e per l’estate il panorama è molto confortante». Dello stesso avviso è Giuseppe Caccamo, presidente di Hotels Promotion Desenzano: «Si va verso una stagione praticamente normale. Certo, non ci volevano i rincari, qualche disdetta ancora a causa del Covid c’è stata e confidiamo che il meteo sia dalla nostra parte, ma anche tra i colleghi si respira un bell’ottimismo».
Sul lago d'Iseo
Il lago d’Iseo è già in modalità... bella stagione. Campeggi, hotel, ristoranti hanno di fatto già riaperto tutti, sfruttando le belle giornate di inizio primavera. Un rodaggio necessario in vista della prima, vera prova dell’anno turistico 2022: le vacanze pasquali. Uscito dalla pandemia con numeri dimezzati (340mila presenze nel 2020, contro le 730mila del 2019), il turismo sebino guarda quindi al 2022 con ragionevole ottimismo. Le indicazioni, provenienti dal mercato interno e da quelli stranieri di corto-medio raggio, sono positive. Già da alcune settimane i turisti - soprattutto italiani, anche se non mancano i primi accenti forestieri, soprattutto di marca tedesca - hanno ricominciato a farsi vedere sul Sebino. Negli ultimi week end le aree di sosta per camper hanno già fatto registrare il tutto esaurito.
Buona ripartenza anche per ristoranti e per le strutture ricettive: le prenotazioni, tra Pasqua e Pasquetta, hanno iniziato a ingranare la marcia giusta. Molto dipenderà anche dal tempo, ma il clima che si respira è di ottimismo. Sui principali portali di prenotazioni online - uno su tutti, booking.com - nei giorni tra il 16 e il 18 aprile la percentuale di strutture ancora disponibili non supera il 10 per cento. Anche i numeri social del portale Visit Lake Iseo, da qualche settimana, viaggiano su cifre pre-Covid. Merito anche di alcune campagne comunicative dedicate a mercati stranieri emergenti, come quello irlandese, britannico e danese, che stanno dando i primi frutti, tanto che Visit Lake Iseo ha già messo nel mirino Belgio e Svezia.
In montagna

Scarseggiano, invece, le prenotazioni in alta Vallecamonica per il periodo pasquale. E, di conseguenza, molte strutture, schiacciate dai costi energetici, delle materie prime e dall’assenza pressante di personale, hanno deciso di chiudere e non riaprire per queste vacanze. La Pasqua «alta» come quest’anno non favorisce infatti i comprensori della montagna, che in genere fermano gli alberghi, per il periodo di bassa stagione, a fine marzo. Così sarà nei prossimi giorni tra Ponte di Legno, Tonale e limitrofi, dove, per fare un esempio, l’hotel Mirella e l’albergo Dolomiti sono chiusi. Nella realtà, anche quelli che hanno deciso di restare aperti non hanno raccolto molte prenotazioni.
In alta Valle a trainare saranno soprattutto le seconde case, che dovrebbero essere aperte in buona quantità, e le gite in giornata, con i monti che si stanno risvegliando dopo l’inverno.
@Buongiorno Brescia
La newsletter del mattino, per iniziare la giornata sapendo che aria tira in città, provincia e non solo.
Riproduzione riservata © Giornale di Brescia
Iscriviti al canale WhatsApp del GdB e resta aggiornato
