Tra ricorso al Tar e divieto del piombo, la caccia apre oggi in modo «surreale»

Marco Bruni, presidente di Federcaccia: «Siamo indignati perché nessuno ormai ci considera»
Il ricorso è stato affidato alla seconda sezione del Tar di Milano - © www.giornaledibrescia.it
Il ricorso è stato affidato alla seconda sezione del Tar di Milano - © www.giornaledibrescia.it
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L’anno scorso la stagione venatoria (che si apre oggi) era partita con il freno a mano a tirato, a causa della sentenza del Tar, che aveva fatto slittare di qualche giorno la cattura di alcune specie, penalizzando in modo particolare i cacciatori da capanno. In molti la prima domenica erano rimasti a casa.

Quest’anno non ci sono verdetti e dunque ad oggi non ci sono divieti. Ad oggi. Già mercoledì, però, la situazione potrebbe cambiare visto che martedì il Tar è chiamato a decidere in merito al ricorso presentato dagli animalisti sul programma venatorio di Regione Lombardia. Un fatto che rende la situazione «decisamente più surreale dell’anno scorso, piena di incognite e incertezze - tuona il presidente di Federcaccia Brescia, Marco Bruni -. Infatti, si deve aggiungere, a causa dei soliti pasticci dei nostri governanti, il fatto che non sappiamo ancora quali siano le zone umide in cui non si può cacciare con munizioni in piombo».

I numeri

Incertezze e problematiche che vanno ad aggiungersi alla profonda crisi dei numeri dei cacciatori: in provincia ormai sono meno di 19mila e il trend è in costante discesa. L’anno scorso erano 20mila, ma il paragone diventa impietoso se si prendono in considerazione i numeri del passato: negli anni ’70 per esempio gli iscritti a Federcaccia erano circa 45mila, oggi sono 10mila. Negli ultimi due anni sono rimasti stabili (3.500) i soci di Anuu Brescia, Associazione dei migratoristi italiani. Per il presidente provinciale Massimo Zanardelli «un fatto legato alla mancanza di cambio generazionale».

In tribunale

Oggi all’alba, nelle campagne e nei boschi bresciani, i cacciatori escono per la prima battuta della stagione senza limitazioni, a eccezion fatta per le specie, tra cui allodole, quaglie e tortore, che rientrano nel Piano di gestione nazionale. Tradizionalmente un appuntamento molto importante, «che si vive comunque, al di là delle problematiche, con entusiasmo», sottolinea Zanardelli. Più duro, invece, Bruni che prevede un «4% di tesserati a casa perché indignati da questa situazione. Per domani (oggi, ndr) non ci sono problemi, ma chissà cosa deciderà il Tar mercoledì sul ricorso della Lac, che si basa sulle osservazioni di Ispra non recepite da Regione Lombardia. Ormai siamo al delirio, non c’è davvero limite al peggio: questo succede perché c’è un vero e proprio tiro al piccione nei nostri confronti, siamo noi ora la selvaggina».

Il piombo

Ma, a differenza dell’anno scorso, c’è un elemento che preoccupa i cacciatori. «Nel novembre del 2021 un regolamento dell’Ue vietava l’utilizzo di munizioni in piombo nelle zone umide - spiega ancora Bruni -. Il 15 febbraio di quest’anno è in vigore in tutti gli Stati. Ovviamente in questo periodo i nostri politici non hanno preso decisioni, tranne una circolare emanata dai Ministeri dell’Agricoltura e dell’Ambiente, che però a luglio è stata dichiarata non valida dal Tar del Lazio. E anche qui altre incertezze, in attesa di una chiarimento su quali siano le zone umide».

Federcaccia, in modo particolare il presidente Bruni nella riunione di venerdì a Erbusco davanti a circa 200 cacciatori, ha consigliato di usare munizioni in acciaio. «Ma è ovvio che ci sono problemi pratici non indifferenti - conclude -. I pallini di acciaio si possono usare soltanto con i fucili calibro 12 e non sempre si può cacciare con queste armi».

Una problematica che è stata ovviamente evidenziata anche dall’Anuu, anche perché chi caccia all’interno o entro 100 metri da queste zone non rischia soltanto una sanzione amministrativa, ma una denuncia penale. Questo, ovviamente, «dipenderà anche da come si comporteranno le guardie, calcolando che siamo in una condizione di totale incertezza», conclude il presidente di Federcaccia.

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