Da inizio pandemia oltre 300mila persone hanno fatto il tampone, un bresciano su quattro. E di queste 300mila circa la metà lo ha fatto negli ultimi tre mesi: a inizio ottobre il totale era a quota 170mila. Un dato molto alto che certifica la seconda ondata del contagio da coronavirus. Sono invece oltre 600mila i tamponi in totale fatti nel nostro territorio dal 9 marzo dello scorso anno.
Una precisazione: in questo ultimo dato di Regione Lombardia vengono conteggiati tutti i tamponi diagnostici e non quelli di riscontro successivi a un esito positivo del primo tampone; ma attenzione: il numero assoluto è molto più alto delle persone che hanno fatto il tampone, perché ognuno di noi può ripetere il test anche più volte (emblematico il caso di chi lavora in ambito sanitario o gli sportivi professionisti).
Guardando al bilancio di fine 2020, sono 498.717 i tamponi fatti, i positivi 59.544, per una percentuale quindi di quasi il 12%. Il numero di assistiti, sempre a fine anno, era di 272.139, quindi ad oggi non è certo distante dalla realtà ipotizzare in oltre 300mila i bresciani che hanno fatto il test. Ampliando fino al 10 gennaio la nostra analisi, il numero totale dei tamponi supera i 600mila, un dato che in termini assoluti ci piazza al secondo posto regionale dietro soltanto a Milano, dove i tamponi sono stati 1.615.286.
Per quanto riguarda la Valcamonica (Ats della Montagna), nel laboratorio interno dell’ospedale di Esine, dal 17 aprile sono stati eseguiti 16.428 tamponi, mentre gli esami effettuati sempre a Esine ma processati in service in altri laboratori del Bresciano sono stati in tutto 14.626. Sommando i due dati, i tamponi eseguiti sui cittadini camuni, dall’inizio della pandemia, sono stati quindi oltre 31 mila (per l’esattezza 31.054), su una popolazione che conta circa cento mila abitanti e che, dal primo caso a inizio marzo a ieri, ha registrato un totale di 3.807 persone risultate positive al coronavirus. Di questi 3.142 risultano già guariti, mentre i decessi sono 225. Il laboratorio di Esine è divenuto autonomo nel processare l’intera fase di refertazione.
Una considerazione nel confronto con le altre province lombarde è d'obbligo: per comprendere l'impatto della capacità di testing di un territorio è da tenere presente il numero di tamponi fatti in proporzione alla popolazione. Se si considerano i test ogni 100.000 abitanti dall'inizio del lockdown al 10 gennaio, Brescia non è certo ai vertici della classifica lombarda: con i suoi 47.850 tamponi/100.000 abitanti, la nostra provincia resta dietro a Cremona (60.365), Lodi (54.136), Como (51.581), Varese (50.371), Milano (49.468), Pavia (49.176).



