Dino Grusovin sarà estradato dalla Svizzera in Italia. L'"architetto", come era soprannominato il triestino, era secondo le sentenze di primo e secondo grado il terzo uomo che entrò nella casa di via Zuaboni, a Urago Mella, la mattina del 28 agosto 2006, teatro della strage che costò la vita alla famiglia Cottarelli, padre, madre e figlio.
La decisione è giunta oggi dal Tribunale federale svizzero di Ginevra, massima istituzione giudiziaria elvetica, dopo che il 58enne era stato arrestato lo scorso dicembre a Chiasso e dopo che il Tribunale penale federale aveva già dato il suo nulla osta lo scorso 16 giugno 2014. Ora quello che è stato considerato dagli inquirenti italiani come il contabile dei cugini Marino, pure condannati per il triplice omicidio, sarà estradato dalla Svizzera e consegnato alla magistratura bresciana.
Secondo quanto rivela l’agenzia di stampa elvetica Ats, infatti, il Tribunale federale svizzero ha respinto il ricorso presentato da Grusovin, condannato (in contumacia) a 20 anni di reclusione dalla Corte d’assise d’appello di Brescia, che lo ha riconosciuto colpevole dell’assassinio di Angelo Cottarelli, 51 anni, della moglie Marzenna, 41 anni, e del figlio Luca, 17 anni appena.
Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, Grusovin viveva in Svizzera proprio dal 2006. Per farlo aveva cambiato nome e assunto l’identità di un altro, con nazionalità tedesca. Quando la polizia cantonale gli ha messo le mani addosso, alloggiava in una camera dell’albergo «Banhof Haus» a poche decine di metri dal varco doganale di Como Brogeda, a Chiasso.


