Spari alla vicina dalla finestra: l'uomo chiede scusa e fa offerta per l’Emilia

Ha ammesso le proprie responsabilità. Specificando però che non voleva fare del male a nessuno. E non solo ha risarcito la vittima, ma ha pure formalizzato un’offerta per gli alluvionati in Emilia Romagna. Estrema sintesi dell’udienza preliminare a carico di un 60enne residente in centro città, che dal suo balcone di casa, nel triangolo tra via Tosio e via Trieste, sparava con il fucile a pallini in piombo verso la terrazza di una ragazza di 32 anni che vive da sola in un appartamento con vista Castello a distanza di 50 metri in linea d’aria dall’abitazione dell’uomo.
Gli spari
Una scena che era stata ripresa anche da una telecamera installata dalla vittima, spaventata dopo quegli spari andati avanti per due anni. La paura era subentrata quando la giovane iniziò ad avvertire gli spari di sera e con i colpi che si conficcavano nelle tapparelle o contro il muro. Centinaia infatti gli episodi denunciati da settembre 2019. Gli occhi elettronici montati sul terrazzo di casa dalla donna avevano immortalato la scena, in un video diventato prova. Si vede l’abbaino che si alza, la canna del fucile che esce e il colpo che parte. Il pm Ettore Tisato nei mesi scorsi aveva disposto il sequestro di un’arma trovata a casa del 60enne e dopo averlo ascoltato in interrogatorio ne ha chiesto il rinvio a giudizio per stalking aggravato e danneggiamento.
Le scuse e le offerte
In aula per l’udienza preliminare l’uomo, difeso dall’avvocato Luigistelio Becheri, si è presentato con una lettera. Ha ammesso di aver esploso ripetuti colpi di fucile a pallini, ma solo con l’obiettivo di eliminare i piccioni dopo che, a suo dire, nessuno dal Comune aveva voluto prendersi carico del problema più volte denunciato con esposti fin dal 2017. Oltre alla lettera, ha offerto un risarcimento alla vittima, difesa dall’avvocato Luca Broli.
Infine ha depositato al gup una donazione effettuata a sostegno delle popolazioni colpite dall’alluvione in Emilia Romagna. Tre gesti che hanno convinto la donna a ritirare la querela e il giudice ha riqualificare il reato di stalking in getto pericolose di cose, mentre resta intatta l’accusa di danneggiamento. Ora al 60enne è stato concesso un periodo di messa alla prova. Chiuderà la partita con la giustizia attraverso un percorso di volontariato.
@News in 5 minuti
A sera il riassunto della giornata: i fatti principali, le novità per restare aggiornati.
Riproduzione riservata © Giornale di Brescia
Iscriviti al canale WhatsApp del GdB e resta aggiornato
