Sondaggio Ipsos-GdB e candidati, Taveri: «promozione di Brescia in tre passaggi»

Ernesto Taveri, candidato sindaco di Ancora Italia prendendo spunto dalle indicazioni del sondaggio dà le prime indicazione di quello che sarà il suo programma da sindaco.
L’ambiente è considerato il tema di gran lunga più urgente per Brescia. Quali sono le prime mosse che farà da sindaco?
Affinare gli strumenti di rilevamento, promuovere scelte tecnologiche e progetti che favoriscano la limitazione dell’inquinamento e campagne di sensibilizzazione della cittadinanza sul pericolo dovuto anche a stili di vita errati che sono concause con l’inquinamento dello scatenarsi di certe patologie croniche.
I bresciani lamentano problemi di traffico e viabilità, lei come pensa di intervenire?
Va ottimizzata la rete del trasporto pubblico in modo da limitare l’utilizzo dei mezzi privati. Inoltre immagino un modello da applicare ai sistemi semaforici per la regolamentazione in automatico del traffico con indicazione di tratte alternative al fine di evitare ingorghi e ridurre l’inquinamento.
Lei ha una ricetta per rispondere alla richiesta di sicurezza della città?
La storia delle grandi città ci insegna come la criminalità dilaga in modo esponenziale quando sottovalutata e abbiamo i nostri anziani che sono «vittime sacrificali» di una classe politica destra /sinistra che tratta di sicurezza solo in campagna elettorale. Servono sistemi di rilevamento con telecamere in punti strategici e un coordinamento perfezionato tra forze di Polizia dello Stato e Polizia municipale. Ma credo si debba favorire e patrocinare le associazioni di vigilanza del vicinato.
Cosa farebbe per rendere Brescia più internazionale come chiedono i suoi concittadini?
Credo che ci si debba muovere lungo tre direttrici. In primis va ottimizzata la collaborazione con le associazioni di categoria e datoriali per mettere in campo tutte le sinergie e per promuovere iniziative locali e mediatiche e su piattaforme internazionali mirate. Credo che il turismo sia importantissimo per Brescia, ma si deve puntare ad un «turismo internazionale di élite»; quello «mordi e fuggi» col panino da casa porta pochi vantaggi alla citta. Detto questo noi siamo orgogliosi della nostra storia e delle nostre radici. La nostra cultura e la nostra arte non va comunicata solo a livello internazionale ma anche nelle scuole bresciane.
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