Resilienza, una parola relativamente sconosciuta ai più fino a pochi mesi fa, oggi in forza della pandemia frequenta con insistenza un po’ sospetta il nostro lessico quotidiano (per dire: ha spopolato negli scambi d’auguri per l’anno nuovo).
Il termine è mutuato dalla tecnologia: nei materiali definisce la resistenza alla rottura sotto sollecitazione dinamica (è il contrario di fragilità), nei tessuti l’attitudine a riprendere l’aspetto originale dopo una deformazione. Nell’ambito della psicologia indica invece la capacità reattiva di una persona di fronte a difficoltà o traumi, con il recupero di un equilibrio tramite la mobilitazione delle risorse interiori e la riorganizzazione in chiave positiva della struttura della personalità.



