Una lunga lettera-sfogo per raccontare, ancora una volta, «l’inferno che si vive dentro Canton Mombello». È quella che ci ha inviato un detenuto, a pochi giorni dalla morte dietro le sbarre del penitenziario cittadino di un 50enne stroncato da un arresto cardiaco, dopo aver palesemente dimostrato insofferenza alla vita in carcere con una serie di atti autolesionistici. «Quanti ragazzi ho visto ridotti a larve, tutti tagliuzzati se non gravemente auto lesionati» scrive il detenuto.
«Questa è stata una settimana tranquilla: il morto se n’è andato in silenzio e da qualche giorno niente incendi e devastazioni; il Comandante non ha preso schiaffi e gli appuntati dopo il lavoro fortunatamente sono tornati a casa dalle loro famiglie e non all’ospedale». È il racconto di una situazione drammatica.




