Se l'Europa ha il volto possibile di Bebe Vio

La campionessa paralimpica è stata indicata come simbolo dalla presidente della Commissione europea von der Leyen
La presidente della Commissione europea Ursula von Der Leyen e la campionessa paralimpica Bebe Vio (da Instagram) - Foto © www.giornaledibrescia.it
La presidente della Commissione europea Ursula von Der Leyen e la campionessa paralimpica Bebe Vio (da Instagram) - Foto © www.giornaledibrescia.it
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Per un giorno l’Europa si è riconosciuta nel volto radioso e sbarazzino di Bebe Vio. La due volte medaglia d’oro nel fioretto paralimpico è stata infatti additata dalla presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen come «una leader, immagine della sua generazione da cui trarre ispirazione», nel Parlamento di Strasburgo riunito mercoledì per il discorso sull’Unione.

La fragilità fisica, drammatico lascito di una malattia contratta a 11 anni, si è trasformata nella ferrea determinazione aliena da piagnistei che tutti le conosciamo. Ecco, Bebe può legittimamente ambire a rappresentare quell’«anima dell’Europa e del suo futuro» evocata dalla von der Leyen, proprio per aver «raggiunto i risultati applicando il suo credo: se sembra impossibile, allora si può fare». Frase questa, ripetuta in italiano. La standing ovation della Plenaria europea poteva far perdere la testa a chiunque. Non a Bebe, ormai già nella leggenda dello sport, che nonostante le prove «impossibili» superate e ancora da superare, mette le mani avanti: «Io leader? Ursula von der Leyen è una vera leader, non io».

Da restare stupiti in tempi di social affollati da schiere di aspiranti capipopolo. L’esuberante forza d’animo e le energie, per ora, lei le convoglia con convinzione contagiosa sul campo amico dello sport e della inclusione, con WEmbrace, la «mini-paralimpiade integrata» che organizza in ottobre a Milano, per portare sullo stesso terreno di gioco i campioni olimpici e paralimpici. Per questo Bebe è la pioniera dell’Europa che vorremmo: quella che, andando oltre le fragilità, non esita a battersi a fondo per obiettivi in apparenza «impossibili», senza tradire i propri valori.

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