Il ristorante si accaparrerà più spazio per offrire tavoli «con vista» a bordo piscina, i mini alloggi in pietra, che da un anno a questa parte spiano i campi da tennis e quello da beach volley, si preparano a salutare i cantieri e ad accogliere i futuri ospiti e la stazione bike - già attrezzata - non solo sarà affiancata da un chiosco, ma farà da punto di partenza per vere e proprie gite (rigorosamente in sella) alla scoperta dei paesaggi mozzafiato che la nostra provincia offre, traguardando in Maddalena, a Salò, a Iseo o a Collio.
Lo stop imposto dall’emergenza sanitaria non ha insomma frenato i progetti in casa Club Azzurri, l’oasi sportiva incastonata nel verde di Mompiano, che non solo ha colto l’occasione per ripensarsi, ma che ha approntato un vero e proprio «piano ecologico». Coniugando sport, benessere, salute e ambiente senza rinunciare a un palinsesto di attività pronto ad arricchirsi e ad ampliare la platea di riferimento.
«Nell’arco di quattro mesi i lavori saranno conclusi - spiega il presidente del Club, Davide Frugoni -, in autunno valuteremo se aprire al pubblico già nel periodo di Natale oppure se attendere direttamente la primavera». Restando in ambito urbanistico, ad espandersi sarà poi il ristorante, che «conquisterà» un portico e andrà a svilupparsi attorno alla zona delle piscine, disegnando così una sorta di area relax.
«Lo spazio all’aperto, proprio grazie al portico, sarà a disposizione tutto l’anno anche per eventi e manifestazioni. Questo è il progetto che, da settembre, partirà per primo» sottolinea il presidente. Che svela come «altre novità, sul fronte delle strutture sportive» siano «alle porte» (probabilmente con nuovi campi e spazi per le attività ludico-sportive).
Capitolo due: il progetto ecologico, quello al quale il patron del Club Azzurri tiene maggiormente. Di cosa si tratta? In primis di iniziare a coltivare l’attività sportiva e la sostenibilità già dal percorso per raggiungere il centro. Nessuno si preoccupi però: il grande parcheggio per le auto, realizzato fuori dalla struttura, non sparirà. Però chi sceglierà di raggiungere il polo in bici avrà tutte le comodità, a partire - appunto - da una vera e propria «struttura bike», una sorta di stazione in cui i ciclisti (anche quelli di passaggio) possono sostare e usufruire dei servizi.
«L’idea a cui stiamo lavorando - annuncia Frugoni - è di organizzare una serie di gite in bicicletta per tutte le età con professionisti del settore e di realizzare accanto allo spazio bike un chiosco. Il mio sogno è di avere qui duemila biciclette, non duemila auto». A partire dall’autunno, inoltre, saranno attivati anche corsi di welfare aziendale sia coniugando sport e tempo libero con corsi per i dipendenti (e le loro famiglie) delle ditte che aderiranno, sia sul fronte coniugando psicologia e sport per affrontare lo stress da lavoro, percorsi, questi «che saranno gestiti da una professionista, la dottoressa Clara Zamarra».




