Brescia e Hinterland

Riprendiamoci cura gli uni degli altri

Il Festival internazionale dell'educazione, con oltre seimila persone coinvolte, ci dice tre cose
Francesca Sandrini

Francesca Sandrini

Vicecaposervizio

La cura come senso dell'educazione
La cura come senso dell'educazione

Cinquanta eventi tra conferenze e incontri di formazione, laboratori e spettacoli in tutta la città e anche oltre. Quasi seimila persone coinvolte tra addetti ai lavori e cittadini comuni, studenti e famiglia con bambini.

Il felice debutto del Festival internazionale dell’educazione a Brescia dice tre cose. La prima è che l’eccezionale tradizione pedagogica della città è più viva che mai e che, oggi come in passato, è al servizio della comunità. Locale ma non solo. La seconda cosa: la vocazione pedagogica è trasversale. E infatti il Festival bresciano è stato voluto da ben sette diversi soggetti (Università Cattolica, Fondazione Brescia Musei, Editrice La Scuola, Editrice Morcelliana, Fondazione Aib, InnexHub e Fondazione Asm) in collaborazione con molti altri, tra cui addirittura un’azienda (la Feralpi) che oltre a sponsorizzare la manifestazione ha aperto le proprie porte per parlare di cultura del lavoro. Non a caso il titolo di questa prima edizione, concepita a seguito della pandemia e inseritasi nell’anno di Bergamo Brescia Capitale italiana della Cultura, era «Comunità educative». Un titolo che interpella ognuno di noi.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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