Brescia e Hinterland

Riecco la cerimonia di benedizione degli animali a San Francesco

Dopo lo stop a causa del Covid, i bresciani sono tornati alla tradizionale cerimonia del 4 ottobre
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La benedizione degli animali

Ritorna oggi, dopo due anni di fermo a causa della pandemia, la tradizionale benedizione degli animali nel giorno di San Francesco. La cerimonia si è svolta sul sagrato della chiesa di San Francesco questo pomeriggio. Presenti tantissimi cani, qualche gatto, ma la vera novità è stata rappresentata da un vitellino di appena quindici giorni e da una gallina padovana, portati dall’associazione Coldiretti.  

L'occasione ha riunito grandi, piccini e i loro amici a quattro zampe, ed è stato un modo per sottolineare lo stretto legame e l’amore che i nostri animali domestici ci donano ogni giorno. Questi ultimi durante l’incontro non hanno mancato di far sentire la loro voce, richiamando l’attenzione con ululati e giochi fra di loro.  

Secondo frate Alberto Tortelli, che ha presieduto la cerimonia, la possibilità di riprendere la tradizionale benedizione è «il desiderio di una ripresa, di riallacciare delle relazioni, perché ora l’incontro è più difficile. C'era bisogno di ritornare». Il rapporto con le creature è importante: «Da sempre l’uomo ha convissuto con gli animali, sono presenti con simbologia anche nella Bibbia. Pensando poi a San Francesco, c’è tutto un rimando interessante».  

La benedizione gli animali sul sagrato della chiesa di San Francesco
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La benedizione gli animali sul sagrato della chiesa di San Francesco

Anche per chi veniva per la prima volta è stato un momento molto emozionante. Gli animali hanno tutti caratteri e storie diverse, come il gattino Giulio. «L’ho trovato abbandonato dalla mamma» racconta la sua padrona, «ho voluto crescerlo e portarlo qui per un gesto simbolico. Non saprei vivere senza i miei animali, sono molto importanti».  

«Nel Cantico delle Creature si loda la terra e il creato, e Coldiretti ama gli animali, che sono i primi custodi del Creato» afferma Francesca di Coldiretti. «Il vitellino è il nostro simbolo, perché fornisce all’uomo gli elementi che gli danno la sopravvivenza». Il rapporto con gli animali si inserisce anche in un discorso di benessere, e soprattutto da parte dei più piccoli: «È essenziale che i bambini si avvicinino a loro, il contatto con la natura aiuta la psiche».  

Un'iniziativa che, visto il successo e i commenti positivi, è destinata a durare. E come afferma Tortelli, incontri come questi sono «un’iniezione di speranza. E gli incontri fanno crescere».  

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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