Regionali, Ghiroldi (Lega): «Autonomia e fondi Pnrr per colmare le lacune statali verso i territori»

Per il candidato del Carroccio è necessario «snellire le liste d’attesa sanitarie, senza dimenticare la drammatica carenza di medici»
Il leghista Francesco Paolo Ghiroldi - © www.giornaledibrescia.it
Il leghista Francesco Paolo Ghiroldi - © www.giornaledibrescia.it
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È stato rieletto più volte sindaco (carica che ha alternato con quella di vice e capogruppo) del Comune di Piancogno. Già presidente della società sciistica Montecampione Impianti e Montecampione Bovegno Ski. Parlamentare dal 1994 al 1996, vicepresidente e assessore della Comunità Montana Valcamonica. Dal 2018 è consigliere regionale.

Alla politica ha dedicato una vita intera Francesco Paolo Ghiroldi, dna camuno. Il suo cursus honorum inizia nel 1993 con la Lega Nord e nel 1997 il suo nome finisce nelle cronache nazionali per essere stato il sindaco più votato d’Italia. E anche in Regione ha portato con sé la sua Valcamonica, facendosi portavoce delle istanze dei territori montani.

Quali sono i provvedimenti che l’hanno vista protagonista in questa legislatura?

Nonostante l’attività regionale sia stata fortemente condizionata dall’emergenza Covid, in questi cinque anni sono orgoglioso di aver lavorato alla nuova legge sull’idroelettrico, che oggi garantisce diversi milioni di euro ai territori delle vallate. Ma ho anche lavorato per la gestione delle reti di acquedotto e fognatura e per contenere la tariffa a favore di cittadini e imprese e far crescere le giovani professionalità locali. Ho contribuito alla riforma sanitaria per dare maggiore autonomia e peso all’azienda ospedaliera camuna. Sul fronte agricoltura di montagna sono inoltre state molte le iniziative, penso alla mia legge sulla ricomposizione fondiaria montana che eroga contributi a chi vuole accorpare terreni per uso agricolo. L’accordo delle tre Valli ha portato infrastrutture per quasi 13 milioni, oltre agli investimenti sui comprensori sciistici. Abbiamo ottenuto i riconoscimenti delle Aree interne di Valle Trompia, Sabbia, Sebino e Valcamonica che comporterà investimenti per 14 milioni di per ogni territorio. A tutto questo si sono aggiunti il sostegno alla filiera bosco-legna, alla gestione dell’attività venatoria, la mia iniziaitiva Freeskipass Lombardia, rivolta ai giovani, e le gratuità elettriche destinate in gran parte alle nostre case di riposo.

C’è qualche settore sul quale nei prossimi cinque anni si può fare di più?

È necessario sostenere con forza il percorso per l’Autonomia: l’efficienza lombarda sarebbe in grado di organizzare meglio molti servizi che oggi sono di competenza allo Stato. Un modello di governo più vicino ai territori potrebbe garantire maggiore capacità di risposta ai problemi e contestualmente un risparmio delle risorse. Inoltre bisognerà concentrarsi sulle importanti risorse europee del Piano nazionale di ripresa e resilienza, che devono essere investite bene e con rapidità sui territori.

Quali sono le priorità della Lombardia oggi?

Oltre all’Autonomia, è necessario snellire le liste d’attesa per le prestazioni sanitarie che si sono ingolfate a causa della pandemia, senza dimenticare la drammatica carenza di medici che deriva da una mancata programmazine formativa nazionale e, lo sottolineo, non certo dalla Regione. Nonostante questo, il sistema sanitario lombardo resta un’eccellenza, ma sta subendo le conseguenze dei tagli statali. Bisogna anche proseguire nel cammino della fiscalità differenziata per i territori montani svantaggiati. Credo anche che si debba trasferire la competenza venatoria alla Provincia così da avere una migliore attenzione e una programmazione di prossimità. E, poi, serve più sostegno per la rete del volontariato che rappresenta il cuore delle nostre comunità: senza, tante cose non si potrebbero fare.

La Lega si affaccia a queste elezioni con un calo di consensi che le hanno tolto lo scettro di primo partito del centrodestra. Secondo lei cosa è cambiato e come mai?

La Lega si presenta a questo appuntamento con una flessione dei consensi rispetto a cinque anni fa, è vero. Fondamentalmente, le difficoltà in cui versa il Paese continuano a premiare i partiti che si presentano come «anti sistema», salvo poi ridimensionarne il consenso dopo l’esperienza di governo: questo è capitato ciclicamente a tutte le forze politiche. La lega è però un partito radicato, vicino ai territori e ai problemi della gente, saprà ritrovare il consenso che merita, soprattutto rimarcando la sua identità.

Che risultato elettorale si aspetta dalle urne?

Mi aspetto un ottimo risultato per il presidente Attilio Fontana, che credo sia stato uno dei migliori governatori di sempre. Una persona seria, concreta, capace e molto portata all’ascolto della gente. Una figura di presidente molto apprezzata dai tanti amministratori locali, che ha saputo rafforzare quel rapporto di fiducia tra l’istituzione regionale, le realtà produttive, associative e di volontariato che rappresentano e sono il cuore pulsante del territorio lombardo.

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