Ognuno ha le proprie manie. Solitamente chi passa sulla statale camuna all’altezza di Malonno è colpito - fra i mille cartelli che indicano le altrettante frazioni - dai buffi toponimi Moscio e Loritto. Il mio occhio invece, confesso, cade regolarmente su Odecla. E cade lì perché ci legge una storia bimillenaria, un modo tutto alto-camuno di ricevere in eredità i termini latini: di contrarre cioè la sillaba «cul» (honi soit qui mal y pense) in «cl». Una tendenza chiarissima nella toponomastica.
Partiamo da Nord. A Pontedilegno la contrada Cusìcla si chiama così perché è racchiusa («clausicula») tra Frigidolfo e Narcanello. A Temù il torrente che scende dalla Val Cané si chiama Fuméclo («flumeculus», piccolo fiume), a Vione c’è una località Alücla scüra («vallicula», piccola valle), a Incudine Nigla («nebula», nuvola), a Edolo un Dòs Torìcla (dosso «turricula», piccola torre). E via così.



