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Brescia e Hinterland

POLITICA

Provincia, testa a testa Alghisi-Bontempi


Brescia e Hinterland
11 ott 2018, 11:02
PROVINCIA, CANDIDATI A CONFRONTO

La corsa alla conquista del Broletto è partita ieri, alle 8, quando negli uffici della Provincia di Brescia è stata depositata la candidatura di Giorgio Bontempi, corredata da 503 firme di «grandi elettori».

Bontempi è il nome scelto dal centrodestra per riconquistare palazzo Broletto alle elezioni del 31 ottobre. Stamattina verrà invece depositata la candidatura di Samuele Alghisi, 521 le firme raccolte a ieri a fronte di un tetto minimo di 383: il sindaco di Manerbio è la scelta fatta dal centrosinistra per cercare di proseguire l’esperienza della «casa dei comuni» avviata dal presidente Pier Luigi Mottinelli.

Una sfida, quella tra i due, che dopo i tentativi di «gestione istituzionale» seguiti alla riforma Delrio, riporta in Broletto la classica contesa tra centrodestra e centrosinistra. A votare, però, non saranno i cittadini.

Le Province sono ora enti di secondo livello. Presidente e consiglieri provinciali sono scelti dagli amministratori locali: a fine mese, quindi, 2.553 tra sindaci e consiglieri comunali bresciani dovranno scegliere il numero uno di Palazzo Broletto.

Si voterà il 31 ottobre, un mercoledì, e la scelta del giorno lavorativo (fatta dal governo) ha fatto storcere il naso. L’unico seggio sarà in città, all’auditorium Balestrieri. Ieri la Prefettura ha comunicato l’estensione dell’orario, inizialmente fissato dalle 8 alle 20: le urne resteranno aperte fino alle 23 per favorire quei consiglieri-lavoratori che abitano lontano dalla città.

Il voto di sindaci e consiglieri avrà un peso diverso in base al comune di provenienza. Più il comune è grande, più il voto pesa.

È il meccanismo del voto ponderato secondo il quale il voto di un consigliere in Loggia vale 483 voti, quaranta volte quello di un consigliere di un piccolo comune, che pesa per soli 12 voti. Il capoluogo potrà quindi portare in dote ad Alghisi oltre 10mila voti ponderati, solo la metà per Bontempi (il consigliere del M5S Guido Ghidini, non dovrebbe partecipare al voto). In base agli ultimi parametri, i comuni tra 3mila e 5mila abitanti peseranno per 27 voti a elettore, quelli tra 5mila e 10mila per 45 e quelli tra 10mila e 30mila per 66.

 

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