Provincia al voto, il centrodestra sceglie Moraschini col rebus larghe intese

Ogni giorno che passa l’ipotesi proroga dell’attuale presidente si allontana. In fondo il meccanismo per le elezioni si è già messo in moto. Non solo a Brescia. Alcune province hanno già votato nelle scorse settimane, altre lo faranno il 29 gennaio, come Verona e Foggia. La stessa data scelta per eleggere il nuovo presidente della Provincia di Brescia.
Difficile che ad un mese esatto la macchina elettorale possa essere interrotta, anche se poco prima di Natale il sottosegretario al Ministero dell’Interno Wanda Ferro aveva spiegato: «Si sta valutando di rinviare le elezioni di un anno, affinché ci sia tempo sufficiente per l’entrata in vigore della nuova disciplina». La «nuova disciplina» sarebbe il ritorno all’elezione diretta da parte dei cittadini, progetto a cui sta lavorando il Governo.
Il tavolo
Intanto però i partiti devono prepararsi al voto di fine gennaio. E ieri si è registrato un passaggio che potrebbe rivelarsi decisivo: il centrodestra ha infatti scelto il nome su cui puntare. Si tratta di Emanuele Moraschini, 47 anni, sindaco di Esine, eletto nel 2016 e riconfermato nel 2021. Un profilo civico che potrebbe raccogliere il gradimento non solo del centrodestra, rilanciando così l’idea delle larghe intese. Di certo il nome di Moraschini è stato messo sul tavolo da Fratelli d’Italia che rivendica da tempo l’indicazione del nuovo numero uno del Broletto, visto che la Lega si prende già i candidati per Regione e Loggia. Va ricordato che i papabili per succedere a Samuele Alghisi non sono molti: devono essere sindaci che abbiano ancora almeno 18 mesi di mandato.
Il coordinatore provinciale di FdI Diego Zarneri aveva messo sul tavolo una rosa di tre nomi, tra cui quello di Guido Malinverno, primo cittadino di Desenzano, ipotesi poi affossata dal Carroccio. Forza Italia aveva invece messo a disposizione il sindaco di Flero Pietro Alberti. Alla fine si è trovata la quadra su Moraschini. Ora le segreterie di Lega e Forza Italia faranno un passaggio interno per il via libera definitivo. Ma negli accordi politici è chiaro che il nome spetti a FdI.
Nel vertice di ieri era presenta anche il vicepresidente Guido Galperti (Italia Viva), il primo, mesi fa, a lanciare l’ipotesi di larghe intese. È soprattutto lui, in queste settimane, a tenere i contatti per valutare la percorribilità di un «accordo programmatico» su alcuni punti strategici. Ora che c’è un nome su cui ragionare, anche Italia Viva - che sulla partita da tempo si muove in modo autonomo - dovrà dire se appoggerà Moraschini. Ma le premesse sembrano essere buone.
Centrosinistra
Il vero rebus sarà capire fin dove si potranno spingere le larghe intese. Il centrodestra parte favorito: votando sindaci e consiglieri comunali, le proiezioni hanno un buon grado di affidabilità. Già un anno fa, alle elezioni del consiglio provinciale, il centrodestra raccolse 44mila voti ponderati contro i 41mila del centrosinistra. Moraschini, per quanto indicato da FdI dentro un accordo politico di centrodestra, è comunque un civico che potrebbe andar bene anche al Terzo polo e al centrosinistra, soprattutto tenendo conto che il suo mandato potrebbe essere breve, un anno o due, in attesa della riforma delle Province del Governo. Insomma, un traghettatore.
Il tema per il Partito democratico e le forze di sinistra sarà capire se accogliere la proposta targata centrodestra, ponendo qualche paletto programmatico e chiedendo alcune deleghe. O proporre un proprio candidato. Qualcuno fa ancora il nome di Giovanni Coccoli, sindaco di Gussago, proposto in origine da Italia Viva, mossa che potrebbe mettere in difficoltà il partito di Renzi. La partita resta aperta. Ma il tempo corre: si punta a chiudere tutto entro domani.
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