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Brescia e Hinterland

PREMIO ORDINE AVVOCATI

Premio Bulloni: Arianna Martini, l’aiuto ai profughi scampati alla Siria

Barbara Fenotti

Brescia e Hinterland
15 dic 2022, 06:00
Arianna Martini con un piccolo ospite di un campo profughi

Arianna Martini con un piccolo ospite di un campo profughi

L’espressione «l’orrore della guerra» rimane tale finché non lo si vede con i propri occhi. Arianna Martini, subito dopo lo scoppio della guerra in Siria, è partita con il marito per capire cosa stesse realmente accadendo in quei luoghi. Da ogni viaggio tornava con una consapevolezza diversa e, col tempo, ha imparato a trasformare il dolore in azione. Nel 2018 ha quindi fondato l’organizzazione italiana non profit Support and Sustain Children (SSCh), nata con l’intento principale di portare sostegno concreto ai rifugiati e agli sfollati siriani in Turchia.

I volontari agiscono gratuitamente nel tempo libero, non sono professionisti, e la stessa Arianna parte ogni mese per raggiungere i beneficiari degli aiuti, verificare la rete dei collaboratori locali e controllare che le risorse siano ben investite. Le attività dell’associazione sono totalmente finanziate dal basso o attraverso donazioni private e spontanee. Attualmente SSCh si occupa delle persone che vivono fuori dai campi ufficiali, detti campi spontanei, in territorio turco: luoghi isolati dove manca acqua potabile, cibo, medicinali, assistenza sanitaria, tende, coperte, vestiario e istruzione per i più piccoli.

Quello di cui si stanno prendendo cura da quasi dieci anni è composto da circa 900 nuclei familiari per un totale di 6.000 persone e non è seguito da alcuna ong o istituzione locale. Il campo sorge su un terreno che precedentemente veniva utilizzato come discarica abusiva, di cui sono ancora presenti i resti. «Il nostro obiettivo è fornire a tutti, e ai bambini in particolare, ciò di cui hanno assoluto bisogno per sopravvivere» spiega Arianna, che al momento è impegnata nei campi spontanei e rientrerà in Italia per la premiazione. «Qui la situazione è qualcosa che non si può immaginare se non la si vede da vicino - commenta la fondatrice di Support and Sustain Children - e a farne le spese sono soprattutto i più piccoli».

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