Politiche 2022, candidati centrodestra: «Con noi il Paese avrà stabilità»

La moral suasion verso gli scettici: «Sappiamo che la situazione è grave, saremo responsabili»
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CDX, DALLE POLITICHE ALLA LOGGIA
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Sono consapevoli di avere il vento in poppa, tanto da parlare di «occasione e momento storico per il centrodestra». Non vedono l’ora della rivincita (politica, s’intende): tornare nel Palazzo del potere per governare in un Esecutivo scevro dai compromessi delle larghe intese, senza mandati tecnici, bensì con un programma e un’azione di governo guidati unicamente da cervelli di partito. Per questo, adesso, il messaggio chiave che Fratelli d’Italia, Lega, Forza Italia e Noi moderati vogliono veicolare è principalmente uno: «Siamo coesi» e - per dirla con le parole di Maurizio Casasco - «quel che serve in tutti gli ambiti è la stabilità. E il centrodestra offre al Paese esattamente questo: stabilità».

Lega e FdI

Schierati dietro alle bandiere di partito, i candidati bresciani «del centrodestra unito» (è sempre questa, unità, la parola chiave ripetuta come un mantra di voce in voce) scelgono di incontrare la stampa davanti a Palazzo Loggia. Un luogo simbolo per Brescia, ma soprattutto un ulteriore messaggio, neanche troppo velato, che suona così: siamo uniti ora per le Politiche del 25 settembre e resteremo uniti a lungo, anche per le prossime sfide elettorali.

Un’immagine evocativa per comunicare agli scettici - e a chi grida a un rapido disgregamento di una coalizione bollata come incapace di reggere la prova di governo - che «questo centrodestra è coeso da sempre e lo dimostrano tanti anni di buon governo nella nostra provincia» come chiarisce il segretario della Lega, Alberto Bertagna. Che parlando dei suoi rimarca: «Il valore aggiunto in questa partita politica è che la Lega ha schierato tutti candidati del territorio e di esperienza, perché il prossimo governo non potrà permettersi di tergiversare, deve essere subito concreto». Il sottotitolo generale è che se gli elettori, come sembra, concederanno al centrodestra la loro fiducia, questa non verrà sprecata. Che è poi ciò che lo slogan scelto da FdI vuole veicolare in modo diretto: quel «siamo pronti» che campeggia sulle gigantografie dei manifesti elettorali. Tanto che il senatore Gianpietro Maffoni lo ripete: «Questo è un momento storico, abbiamo davvero l’occasione di governare e di fornire risposte decise ed efficaci ai problemi concreti delle persone, risposte che neanche il governo Draghi ha saputo dare. Ci sono forti e grandi aspettative e noi abbiamo competenza ed esperienza».

Fi e Noi moderati

È questa la moral suasion che la coalizione sta percorrendo: togliere il velo del dubbio su una presunta divisione interna e su una presunta impreparazione. La presenza dei moderati, in questo senso, viene spesa come garanzia. Spiega il senatore Adriano Paroli, commissario di Forza Italia a Brescia: «Il centrodestra si candida per governare il Paese senza titubanze, con grande responsabilità e con la consapevolezza che non sarà semplice. Qui la collaborazione è e sarà completa, a fronte di un’alternativa litigiosa: siamo quattro partiti con sensibilità diverse, ma che trovano sintesi totale su risposte che riteniamo urgenti. La situazione è grave, quindi non ci sarà nessuna superficialità ma solo grande senso di responsabilità».

  • La presentazione dei candidati del centrodestra a Brescia
    La presentazione dei candidati del centrodestra a Brescia
  • La presentazione dei candidati del centrodestra a Brescia
    La presentazione dei candidati del centrodestra a Brescia

Mauro Parolini lo dice chiaro e tondo: «Quella di Noi moderati è una lista che nasce dall’azione comune di gente abituata a governare. Abbiamo un’idea di politica che punta a risolvere problemi e ad affrontare criticità, con un’idea di Europa in cui l’Italia deve essere protagonista. Lo Stato non deve parlare ai singoli, ma rivolgersi a realtà organizzate: si chiama sussidiarietà e questo significa, ad esempio, aiutare famiglie e imprese di fronte all’emergenza energetica. Ma anche sul tema del lavoro non si è fatto abbastanza: i soldi del Rdc devono aiutare chi non ce la fa e poi essere convogliati su aziende e lavoro». Come a dire: siamo uniti, abbiamo ben chiari non solo obiettivi e priorità, ma anche problemi e ricette. In due parole: «Siamo pronti».

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