Politiche 2022, Bonettini: «Il M5s è con i cittadini ambiente e lavoro le priorità»

Nata e cresciuta in Vallecamonica, biologa di professione, è alla prima esperienza in politica. «Tutti sanno che ho aderito al Movimento 5 Stelle da quest’anno a inizio febbraio 2022. Perché? Condivido pienamente il pensiero del presidente Giuseppe Conte. Sono contenta della scelta di correre da soli» spiega Anna Maria Bonettini, 51 anni, candidata come capolista al Senato.
Che risultato si aspetta dal Movimento Cinque Stelle il 25 settembre?
«Il Movimento 5 Stelle ha sempre riservato molte sorprese: nonostante abbiamo quotidianamente contro tutte le principali testate giornalistiche e i media in una campagna di disinformazione che non ha eguali in un Paese civile, il Movimento avanza da solo con la determinazione di chi agisce nel solo interesse dei cittadini, senza rispondere ai centri di potere economici e finanziari che hanno rovinato l’Italia e causato un astensionismo senza precedenti. Gli italiani rifiutano la pseudopolitica che ricerca il potere dei singoli e umilia i diritti fondamentali delle persone: salute, lavoro, diritti civili, tutela dell’ambiente».
Gli ultimi sondaggi davano in forte crescita il Movimento. Dopo gli ultimi mesi e tutto quello che è accaduto, se lo aspettava?
«Non do importanza ai sondaggi. Considero invece straordinaria la crescita di consenso che il Movimento 5 Stelle sta acquisendo tra i cittadini. Negli ultimi mesi sono accadute tante cose all’interno del Movimento, a mio avviso tutte positive: mi riferisco sia alla linea che il presidente Conte ha impresso per quanto concerne la lotta alla corruzione, la dignità del lavoro, il sostegno a chi è in difficoltà e la transizione ecologica, sia alla fuoriuscita di numerosi personaggi che hanno confermato di tenere solo alla propria poltrona e non al bene comune. Diciamo che si sentiva molto bisogno di fare pulizia»Quale deve essere la priorità del prossimo Governo e del prossimo parlamento?
«Il Movimento 5 Stelle ha dimostrato con i fatti, non con gli slogan, di ricercare il solo interesse dei cittadini. Basti vedere le recentissime vicende, come sempre manipolate dalla contro-informazione, che hanno visto Conte imporre - ed ottenere - l’approvazione dell’emendamento al decreto Aiuti bis grazie al quale è stata sbloccata la circolazione dei crediti del Superbonus: una situazione gravissima, causata da ben dodici modifiche normative del Governo Draghi, che stava portando al fallimento di 40.000 imprese, è stata risolta esclusivamente grazie al Movimento 5 Stelle. Il nostro programma vede la protezione sociale delle persone in difficoltà, la lotta per la legalità, il lavoro e i diritti civili in testa alle priorità. Si dovrà, da subito, ottenere un Energy Recovery Fund come avvenuto durante la pandemia che preveda l’acquisto e lo stoccaggio comuni di gas a livello europeo: se ciascuna nazione va per la propria strada, il fallimento è assicurato per tutti».
Lei è una biologa. Il tema ambientale quanto incide nella politica del Movimento cinque stelle?
«Il tema ambientale incide tantissimo: un’autentica transizione ecologica, esclusivamente basata sulle energie rinnovabili e con il rifiuto del nucleare, si impone per garantire un futuro ai nostri figli e a chi verrà dopo di loro. È necessario agire con lungimiranza. L’Italia è il Paese del sole: dobbiamo investire sul fotovoltaico e sulle Comunità Energetiche senza nuovo consumo di suolo, sburocratizzando le autorizzazioni per installare pannelli su case, capannoni industriali e artigianali, stalle, fattorie, aree dismesse. Potremo avvicinarci all’autonomia energetica contrastando i cambiamenti climatici».
Qual è la vostra posizione sulla guerra in Ucraina e come pensate di aiutare l’Ucraina senza dare armi?
«Si sono dette e scritte troppe cose - spesso ipocrite e fuorvianti - su questa assurda guerra. L’Ucraina è stata attaccata con violenza inaudita per un disegno criminale, che va duramente denunciato da chiunque, a prescindere dalle cosiddette giustificazioni. A mio avviso, l’iniziale invio di armi è da considerarsi più che legittimo. A non essere giustificabile, al contrario, è l’aumento delle spese militari italiane fino al 2% del PIL e lo stanziamento di miliardi che la NATO chiede anche al governo italiano in questi giorni per la produzione di armamenti che avvantaggiano le lobby dell’industria militare. Ciò che incredibilmente manca, da mesi, è poi una concreta ricerca di un negoziato di pace».
Per il territorio di Brescia quali devono essere le priorità e su cosa si può lavorare da Roma?
«Io partirei con l’incentivare le imprese industriali ed agricole, le amministrazioni locali e i cittadini, ad intraprendere una concreta transizione ecologica basata sulle fonti rinnovabili e sulle Comunità energetiche. Serve snellire immediatamente le procedure autorizzative per l’installazione di impianti fotovoltaici sulle coperture degli edifici e dei capannoni e sviluppare una filiera locale dell’idrogeno prodotto da nuovo fotovoltaico o da idroelettrico già esistente. Serve sostenere il lavoro, soprattutto dei giovani e delle donne, dandogli dignità: salario minimo di 9 euro lordi all’ora e forte decontribuzione dei contratti di lavoro a tempo indeterminato. Ritengo prioritario creare servizi efficienti di medicina sul territorio, soprattutto nelle valli bresciane lontane dai grandi ospedali, sostenendo con convinzione la sanità pubblica, che non può essere sostituita da quella privata. Altre priorità sono l’efficientamento degli acquedotti per far fronte all’emergenza energetica e idrica che stiamo già vivendo a causa dei cambiamenti climatici e il fermo contrasto a un ulteriore consumo di suolo, che Brescia ha già pagato pesantemente».
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