Brescia e Hinterland

Picchia la moglie per anni, a processo un ex poliziotto

Secondo l’accusa era arrivato a batterle ripetutamente la testa sul bordo della vasca
Pierpaolo Prati

Pierpaolo Prati

Giornalista

Violenza domestica sulle donne - © www.giornaledibrescia.it
Violenza domestica sulle donne - © www.giornaledibrescia.it

Sette anni e mezzo di inferno. Scanditi giorno sì e giorno no anche da schiaffi, pugni e umiliazioni. Violenza fisica, ma anche verbale: insulti e accuse. «Sei una puttana mantenuta» le urlava. «Sei una madre di merda» le gridava minacciandola di chiamare i Servizi sociali per farle sottrarre la figlia. Non contento di tutto ciò, per un motivo davvero banale, era arrivato anche al punto di prenderla per la testa e sbattergliela violentemente e ripetutamente contro il bordo della vasca.

Queste, e altre, le accuse per le quali un 58enne con un passato nella Polizia è finito a processo. L’uomo deve rispondere di maltrattamenti in famiglia aggravati per episodi che abbracciano il periodo che va dal gennaio del 2013 al maggio del 2020. A subire le sue escandescenze era anche la piccola di casa.

La bambina non assisteva solo alle violenze che infliggeva il papà alla mamma, ma ne era vittima in prima persona. Le percosse, secondo gli inquirenti, per lei avevano cadenza settimanale e avvenivano in un contesto di privazioni e terrore. La piccola non poteva giocare, né fare rumore e nemmeno chiedere che il padre si prendesse cura di lei. Gli agenti della Squadra Mobile della Questura si accorgono della situazione per caso, intervenendo per il decesso di un anziano vicino di casa che la coppia accudiva.

Durante l’accesso nella loro abitazione i poliziotti notano segni sul fisico della donna e la invitano in Questura. Qui, nonostante i timori iniziali, la donna si libera e denuncia il marito. Immediato, scatta il suo accompagnamento, e quello della bambina, in comunità protetta. Nel corso del processo, aggiornato al 22 giugno per la discussione e la sentenza, ieri sono stati sentiti alcuni testimoni. Le insegnanti della bambina ed alcuni vicini di casa della coppia. I testimoni hanno detto di aver notato più volte segni di violenza sul corpo della donna, ma anche di aver colto segni di disagio da parte della bambina. Ieri ha parlato anche l’imputato. L’uomo ha negato gli addebiti.

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