Per favore riaprite quelle porte

Non basta, ma aiuta. Come recitava quello slogan pubblicitario di una nota marca di caramelle, quasi due decenni fa. Sale la percentuale di pubblico nei palazzetti fino al 50%. Sale quella negli stadi, al 75%. E le società, pure quelle bresciane, sorridono. Non sono molte, in verità, le realtà del nostro territorio che possono affermare che l’innalzamento della quota porti sostanziose modifiche sul numero di spettatori che abitualmente sarebbero entrati per seguire questo o quell’appuntamento sportivo.
Tuttavia, come nel caso della Pallacanestro Brescia (serie A, massimo campionato), il ritorno alla capienza piena fa tutta la differenza del mondo, essendo il basket uno sport che - in Italia - ha nel botteghino una voce fondamentale. La progressiva riapertura, in realtà, a nostro avviso porta con sé un risvolto psicologico non indifferente. Contribuisce a ricreare la percezione di un mondo che, lentamente, torna simile a come era prima del febbraio 2020. Chiaro, sarebbe follia procedere ciecamente: ogni mossa va di pari passo con l’evoluzione della situazione pandemica. Ma forse agire da guariti, o da convalescenti, aiuta a guarire. Almeno psicologicamente. E, come è noto, poche cose fanno bene alla testa, come lo sport. Praticato, tifato.
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