Patatine fritte e champagne

L’ineleganza dei ristoranti troppo eleganti
Creme de la creme pommes frites - © www.giornaledibrescia.it
Creme de la creme pommes frites - © www.giornaledibrescia.it
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Da tempo sto pensando di introdurle nel mio orto, ma finora ho desistito, temo non mi darebbero le attese soddisfazioni. In fondo non amo particolarmente le patate, le gusto saltuariamente, magari lesse con un filo di olio e un pizzico di sale. Ho però per loro grande rispetto, le ritengo le eleganti depositarie dell’essenziale mondo contadino. Mi ha quindi particolarmente ferito il trattamento loro riservato in un locale di New York. Il direttore creativo e chef di Serendipity, iconico (e già questo dovrebbe far preoccupare) ristorante dell’Upper East Side, ha messo nel menù le patatine fritte più care del mondo.

Per far pagare una porzione 200 dollari si è davvero impegnato molto. Sentite un po’ il percorso per arrivare alla «Creme de la creme pommes frites». Le patate vengono prima sbollentate nello champagne Dom Perignon (purtroppo non viene precisata l’annata). E se voi a questo punto stareste accendendo la friggitrice, ecco che invece le patate newyorkesi vengono invece cotte tre volte (ripeto: tre volte) con puro grasso d’oca di pennute allevate nel sud-ovest della Francia. Una zona rinomata per le sue oche, a quanto pare.

Ovviamente non è finita, le patatine vengono poi condite con sale al tartufo raccolto a mano (ripeto: raccolto a mano) a Guerande, in Francia, e poi insaporite con olio al tartufo estivo. Infine scaglie di pecorino delle Crete Senesi e tartufi neri delle valli e dei boschi di Volterra e Miniato. Tanto tartufo quindi. Ecco, il mio sogno è ordinarle e quando arrivano chiedere al cameriere: mi porta il ketchup?

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