L’Antimafia era nel suo destino. Tutto già scritto nel 1992. «Sono diventato magistrato in quello che è stato ribattezzato il "concorso Falcone". La nostra vicepresidente di Commissione era Francesca Morvillo, la compagna di Falcone. Il giorno dell’attentato di Capaci lei stava tornando a Palermo 24 ore dopo il mio esame scritto». Per Paolo Savio il cerchio si è chiuso 30 anni dopo, con il Csm che lo ha nominato sostituto procuratore della Direzione nazionale antimafia. È il primo pm bresciano a ricoprire il prestigioso incarico a Roma, che ha assunto giovedì.
Dottor Savio, che cosa rappresenta questo nuovo capitolo della sua vita professionale?
«È un sogno che si realizza. Per me e per tutto l’ufficio bresciano che ora vede riconosciuto a livello nazionale il lavoro fatto negli ultimi 20 anni. Non vado io a Roma, ma va tutta la Direzione distrettuale antimafia di Brescia. Sono il portabandiera di tutti colleghi, il nano che si è appoggiato sulle spalle di giganti».




