Panforte con i fichi per il boomer

Amo il panforte, il mio preferito è quello con i fichi. Ho condiviso questa mia passione con una giovane collega toscana. Anche la mì nonna lo adora, è un dolce da vecchi, il suo commento. A me piace, ho ribadito visibilmente stizzito. Ovvio, sei un boomer, noi della generazione z non lo mangiamo, la controreplica.
Premettendo che quelle patetiche etichette generazionali mi fanno scendere il sangue dal naso per la rabbia che mi monta dentro, voglio annunciare solennemente che ho cinquant’anni da due settimane scarse e già non sopporto più i giovani. Fatta questa doverosa precisazione, la conversazione è poi malauguratamente proseguita con accuse a noi meravigliosamente cresciuti negli anni Ottanta, a noi che se ci nomini Paolo Bonolis lo ricordiamo con gli occhi lucidi a Bim Bum Bam, accuse dirette e pesanti, tipo: a voi interessava solo la lacca per i capelli e non pensavate all’ambiente. Roba forte insomma.
La furia inquisitoria della giovane pasionaria è stata infarcita da numerosi termini a me sconosciuti, la non comprensione di molte frasi ha contribuito parzialmente a rasserenarmi. Dopo la pausa caffè sono financo tornato volentieri al mio computer. Certo felice per aver saputo che la sù nonna ha gusti eleganti, lei apprezzerebbe sicuramente le mie camicie di flanella a quadri, ma mi è comunque rimasto l’amaro in bocca, un po’ come quando ho scoperto che a cinquant’anni ci si può iscrivere al centro sociale anziani. Va beh, sabato pomeriggio andrò là a giocare a briscola, di sicuro a merenda si mangia il panforte.
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