Paccagnella (Movimento 5 Stelle): «Dar voce al territorio ripartendo dal basso»

Di origini liguri ma con residenza a Puegnago del Garda, è vicedirettore di un supermercato
Andrea Paccagnella, Movimento 5 stelle - Foto © www.giornaledibrescia.it
Andrea Paccagnella, Movimento 5 stelle - Foto © www.giornaledibrescia.it
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La candidatura in un collegio uninominale prevede un rapporto forte con il territorio. Quale impegno intende assumersi verso i suoi elettori?

Darò priorità all’ascolto dei cittadini. Il Movimento Cinque Stelle è nato dal basso, portando le istanze di coloro che non hanno voce nelle istituzioni. Il mio obiettivo sarà proseguire su questo percorso avviato proprio dal M5s.

Su quali priorità imposterà la campagna elettorale?

Ambiente, transizione ecologica, difesa delle acque. Nell’esperienza di questi anni da consigliere comunale e di attivismo ho incontrato tante associazioni ambientaliste. Purtroppo la politica che amministra il nostro territorio ha poca considerazione di chi difende l’ambiente. Al contrario, come visto per il collettore del Garda, impone soluzioni calate dall’alto.

Una buona fetta di elettori non sa per chi votare. Come convincerli?

Raccontando loro cosa di buono hanno fatto il presidente Conte e tutto il Movimento Cinque stelle quando era al Governo. E smontando le bufale su reddito di cittadinanza o superbonus 110% ad esempio, ma soprattutto dimostrando che ciò che era stato promesso in campagna elettorale cinque anni fa è stato mantenuto per l’80%. Abbiamo dimostrato non solo di saper governare ma anche di dettare le agende politiche di tutti gli altri partiti e dell’Europa. Come nella gestione della pandemia e con il Pnrr.

Crisi energetica e bollette. Quale deve essere il primo intervento?

Quando gli altri partiti si preoccupavano di incrementare le spese militari il presidente Conte era il solo a parlare di misure contro il caro bollette. La transizione è l’unica strada per ridurre la dipendenza energetica del nostro Paese. È un percorso da intraprendere al più presto ma che purtroppo darà risultati nel medio lungo periodo. Nell’immediato l’Italia non può fare a meno del gas. Pertanto non solo auspichiamo una soluzione immediata del conflitto ucraino, ma faremo tutto ciò che è in nostro potere per ottenere questo risultato. Ma la crisi energetica è scoppiata mesi prima dell’invasione russa dell’Ucraina e oggi è alimentata dalla speculazione. Bisogna sganciare il prezzo del gas dal mercato olandese, porre un tetto oltre il quale non può andare e finanziare la misura applicando una tassazione sugli extra profitti delle società energetiche e di quelle che dalla pandemia hanno tratto utili.

Che valore assume per il M5s questo appuntamento elettorale?

Innanzitutto è una importante opportunità di confronto tra la base e i propri candidati. Questi giorni di campagna elettorale saranno preziosi per serrare le fila e riacquistare quell'entusiasmo che si era sopito. Secondo lei è possibile un riavvicinamento con il Pd dopo il voto? Chi ha deciso di abbandonare il Paese a se stesso e alle destre per inseguire una chimera chiamata «agenda Draghi», penso non abbia alcuna intenzione di dialogare con una forza politica realmente progressista come M5s, che pone al centro della propria azione temi sociali e ambientali improcrastinabili.

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