Ottelli (Azione-Iv): «La concretezza dei sindaci al servizio del Parlamento»

Ha iniziato come consigliere comunale nelle fila del Partito popolare, poi il Partito democratico, e ora Italia Viva, «un movimento politico che ha un progetto chiaro e lavora in prospettiva per il bene del Paese, concretamente per risolvere i problemi di questo Paese». Massimo Ottelli è presidente della Comunità montana di Val Trompia (lo rimarrà fino al 2024), è vice sindaco di Sarezzo dopo esserne stato primo cittadino per 10 anni.
Quale impegno intende assumersi verso i suoi elettori?
Da amministratore locale conosco molto bene i problemi del territorio e le difficoltà di chi deve governare. Serve un coordinamento, una programmazione sovracomunale come lo sono le questioni da affrontare. Non è certo una partita facile, ma il mio impegno è certo.
Cosa contesta al Partito democratico?
Nel Pd ci sono troppe contraddizioni interne che impediscono di agire con chiarezza sulle varie questioni che riguardano la vita quotidiana dei cittadini, cito ad esempio le infrastrutture per le quali servirebbe un adeguamento e una progettazione seria. Voglio sottolineare che ho accettato di candidarmi perché ho apprezzato fin da subito il contenitore proposto, c’è grande concretezza nell’affrontare i temi, lo si fa senza pregiudizi ideologici, si affronta tutto nel merito. E lo si fa valorizzando le competenze e ragionando con pacatezza e moderazione.
Qual è il ruolo del terzo polo nell’attuale panorama politico?
Viviamo purtroppo in un periodo poco chiaro, dove trionfa il populismo, dove gli slogan hanno preso il posto delle idee. Noi riteniamo che un accordo politico, una coalizione debba nascere da una condivisione di programmi. Noi abbiamo chiara un’idea di Paese, da questa non si prescinde.
Si deve ripartire dall’agenda Draghi?
Ovviamente sì, il Governo Draghi ha certificato come si affrontano i problemi dell’Italia, un Governo che ha dato credibilità al nostro Paese. La sintesi dell’agenda Draghi è molto semplice: i temi si affrontano nel merito per arrivare a soluzioni concrete, i fatti contro le chiacchiere. Le emergenze non sono certo finite. Cosa fare? Ripeto: serve ancora Mario Draghi. Basti vedere l’emergenza energetica, le bollette impazzite, tutto questo getta un’ombra di incertezza che mette in pericolo le aziende, le famiglie, la società tutta.
Guardando alle urne, puntate a superare il 10%, pensa che sia obiettivo raggiungibile?
Diciamo che confido nel 10%, e confido che le persone abbiano voglia di leggere il nostro programma, dove si trovano proposte concrete. Certo, la strada è molto in salita, ma una percentuale a due cifre certificherebbe l’esistenza di un terzo polo, di una consistente forza democratica. Solo così può essere arginato il populismo. Noi ci crediamo, io ci credo. Così come crediamo, lo ribadisco ancora, nella necessità di un Governo di unità nazionale a guida Mario Draghi. Non dimentichiamoci del Pnrr e dei suoi risvolti socio economici.
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