A sovrapporle l’una all’altra ne verrebbe una maxi colonna alta almeno 2 chilometri e mezzo, a ragionare per difetto. Sono le 76 torri più elevate della nostra città. Un numero peraltro lievitato nell’arco degli ultimi quattro anni (nel 2017 se ne contavano 59) che ricomprende tutti quegli edifici ad uso civile che superano i 24 metri di altezza e che, ripartiti in tre distinte categorie, sono soggetti a specifiche normative antincendio.
Sono una dozzina quelle che svettano oltre i 54 metri in senso assoluto, anche se al fine della prevenzione vale quella che la norma indica come «altezza antincendi», calcolata in corrispondenza degli ambienti abitabili più elevati. Ragione per la quale sono otto i «giganti» (potete vedere dove sono nella mappa interattiva qui sotto) che ricadono nella fascia che la normativa in vigore dal 2011 indica come categoria «C», la più sorvegliata. Figurano tra di essi i grattaceli più celebri, dal Crystal Palace allo Skyline 18, dalle Tre Torri di via Flero (formalmente un unico complesso) al Futura di Casazza, dalle torri Cimabue e Tintoretto al 28 Duca d’Aosta firmato da Fuksas. Seguono 23, invece, i complessi che oscillano fra i 54 e i 32 metri (categoria «B») e i 45 giganti minori, che si sviluppano verticalmente tra i 24 e i 32 metri («A»). Una ripartizione tutt’altro che oziosa, perché da essa dipendono i criteri di prevenzione ai quali sono soggetti gli edifici che svettano nella Leonessa.




