Niente accordo col nido Battibaleno, il Civile punta sul welfare

Le famiglie: «Il tempo stringe e rischiamo di non avere soluzione per i nostri bambini»
Il nido Battibaleno - Foto © www.giornaledibrescia.it
Il nido Battibaleno - Foto © www.giornaledibrescia.it
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Le pressanti necessità di mamme e papà da un lato, le istanze aziendali del Civile dall’altro. Non trova per ora una sintesi soddisfacente la questione sollevata da 35 famiglie di dipendenti dell’ospedale cittadino.

Nei giorni scorsi è giunta loro la notizia - inizialmente solo paventata - della volontà dell’azienda di non rinnovare la convenzione ventennale con l’asilo nido Battibaleno, dove i bimbi dei sanitari (ma anche del personale amministrativo) sono accolti con orari prolungati, inserimento flessibile e una cura che i genitori definiscono «insostituibile». La preoccupazione si è presto diffusa, spingendo mamme e papà ad inviare una lettera alla direzione sanitaria per sollecitare una presa di posizione sul tema. La scadenza della convenzione è infatti fissata al 28 agosto, dopo che l’accordo è stato oggetto di un rinnovo annuale nel mezzo della pandemia. E proprio il grande impegno in corsia nei giorni neri del Covid è stato più volte richiamato dalle famiglie per ribadire la necessità di «sapere che durante il servizio di lavoro i nostri bambini sono in un ambiente idoneo per la loro crescita e la nostra serenità».

Nei giorni scorsi una riunione ha visto al tavolo la dirigenza dell’azienda sanitaria e i sindacati. Ma non le famiglie, cui è stato negato l’accesso. In tale sede è stata ribadita la volontà di non rinnovare la convenzione con l’asilo nido di via Maiera, ma di predisporre un piano di welfare aziendale.

All’origine della decisione - riferisce il rappresentante delle famiglie Alberto Librizzi - «ci sarebbero motivazioni puramente burocratiche, che però non ci convincono fino in fondo. La struttura, di proprietà comunale, non è più in gestione all’Asst, ma direttamente alla cooperativa Elefanti Volanti. L’azienda afferma che siano quindi venuti a mancare i presupposti giuridici per una convenzione diretta. In realtà l’azienda potrebbe comunque stipulare un accordo per l’erogazione di un servizio, come quello del nido, senza essere proprietaria diretta della struttura. È una pratica che avviene comunemente».

Non è intenzione dei genitori sollevare barricate, ma la proposta alternativa messa sul tavolo dall’azienda ospedaliera non tranquillizza nessuno: «A quindici giorni dalla scadenza della convenzione ci viene annunciata l’intenzione di aprire un tavolo sul welfare aziendale. Ci pare che le tempistiche siano poco realistiche. Al momento nessuna proposta concreta è stata fatta e non si è neanche cercato di trovare una soluzione ponte per permettere ai nostri bambini di continuare a frequentare l’asilo da settembre o comunque fino al raggiungimento di un accordo». Il dialogo resta aperto, ma il tempo a disposizione stringe.

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