Nell'ex Ideal Clima: sesso o denaro in cambio dell’eroina

L’area, allestita da alcuni pusher, è stata scoperta dalla Polizia locale: arrestate due persone
Ex Ideal Clima, uno degli stabili occupato dai pusher - © www.giornaledibrescia.it
Ex Ideal Clima, uno degli stabili occupato dai pusher - © www.giornaledibrescia.it
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L’idea non è nuova. Nei sobborghi delle grandi città americane la Polizia ne scopre dagli anni ’70. Neppure per la nostra città è una assoluta novità ma con l’operazione dell’altra sera la Polizia locale di Brescia ha fotografato e portato alla luce una situazione di degrado e illegalità particolarmente preoccupante.

Una «casa del buco» tra i capannoni fatiscenti dell’ex Idel Clima in cui un gruppo di pusher africani, organizzati con sentinelle e operai per il confezionamento delle dosi, accoglieva clienti e li invitata a consumare sul posto, principalmente eroina di bassissima qualità, per evitare i controlli delle forze di polizia. Gli uomini pagavano in contanti. Le donne invece contraccambiavano con prestazioni sessuali.

L’operazione antidroga ha fatto seguito ad una serie di segnalazioni che riportavano alla Locale come, nonostante i diversi sgomberi e i tentativi di bloccare gli accessi, all’interno della parte del complesso industriale dismesso di via Milano non interessata dal progetto di recupero già avviato dal Comune, continuassero a formarsi bivacchi abusivi di disperati. Con una novità: quella di un gruppo di persone, poi identificati come senegalesi clandestini, che aveva creato una zona a parte in cui riceveva molte visite.

Appostamenti. Durante le attività di osservazione gli agenti hanno più volte visto noti tossicodipendenti uscire dal complesso sfruttando pertugi aperti nelle recinzioni sia su via Morosini che su via Villa Glori ma, perquisendoli, non hanno mai trovato stupefacente. L’indagine allora si è spostata all’interno dell’area industriale: in uno stabile diverso dalla palazzina ex uffici usata solitamente dagli occupanti, i pusher, almeno tre, avevano allestito il loro quartier generale. Il capannone scelto infatti ha attorno zone senza altri fabbricati e consente di monitorare chi entra e chi esce: per questo avevano piazzato delle brande sui diversi lati usate come punti di osservazione. Solo chi era autorizzato dalla «guardia» poteva entrare e comprare la propria dose dallo spacciatore. In una stanza all’interno invece, tra cumuli di immondizia e mobilio distrutto, era stato allestito un mini laboratorio per il confezionamento delle dosi.

Gli arresti. Giovedì pomeriggio, poche ore dopo l’ennesimo sgombero, è scattata l’operazione. Gli agenti del Nucleo di polizia giudiziaria della Locale hanno fatto incursione nello stabile e hanno arrestato due persone, entrambe senegalesi rispettivamente di 47 e 29 anni. Il più giovane stava preparando palline di eroina da un blocco grezzo di circa 30 grammi e aveva anche alcune dosi di cocaina già pronte oltre a 700 euro in contanti ritenute il frutto delle precedenti cessioni. I due sono stati processati per direttissima e sottoposti all’obbligo di firma.

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