«Nonno, ecco qui la scritta». Gabriel Giappi sorride contento e con l’indice mostra a nonno Carlo le parole incise sull’intonaco nella Torre dei prigionieri. Sono i versi di una poesia, leggibile a fatica, con una firma rimasta misteriosa per 76 anni. Fino a quando Gabriel l’ha decifrata: Giappi Francesco. Come il bisnonno, che in famiglia raccontava di essere stato incarcerato in Castello senza aggiungere molti particolari.
Di certo, non aveva mai detto di quella poesia. «Non ne sapevo nulla, e vedere oggi quelle parole di mio padre è stata una grande emozione», riconosce Carlo Giappi guardando con orgoglio il nipote Gabriel di 9 anni, alunno di quarta elementare a Vobarno. È sabato pomeriggio. C’è tutta la famiglia Giappi in Castello.



