Per loro è come se fosse morta una seconda volta. A distanza di 58 anni. «Ditemi dove sono i resti di mia mamma. Qualcuno dovrà spiegarci cosa è successo» sono le parole di Arealdo Lampugnani. Lo stupore supera la rabbia. Ma oggi a prevalere è soprattutto il desiderio di chiudere nel migliore dei modi una storia surreale. Ma le speranze non sono molte. Lui che di anni ne ha 87, il fratello e la sorella, deceduta una decina di giorni fa, hanno scoperto a fine febbraio che dietro la lapide della madre morta il 18 maggio 1965, e alla quale hanno fatto vista per anni, in realtà c’erano i resti di un’altra donna.
Domande senza risposta
«Ma in tutto questo tempo a chi siamo andati a porgere una preghiera e portare i nostri fiori?» si chiede il signor Lampugnani. «Ho portato spesso i nipoti che non avevano mai conosciuto mia madre. Ho raccontato la sua vita. E invece lei non c’era». La scoperta è avvenuta il giorno in cui i resti della signora Giulia Laffranchi dovevano essere definitivamente trasferiti in uno spazio dell’ossario acquistato anni fa dai figli all’interno del cimitero monumentale della città.




