Brescia e Hinterland

Mura: «Ho riciclato soldi. Ma non per la ’ndrangheta»

L’imprenditore di Erbusco racconta del sistema per la circolazione di contanti «Ho fatto la bella vita»
Andrea Cittadini

Andrea Cittadini

Vicecaporedattore

L'indagine va avanti: carabinieri e inquirenti che hanno lavorato all'inchiesta Scarface
L'indagine va avanti: carabinieri e inquirenti che hanno lavorato all'inchiesta Scarface

Per lui è tutto un malinteso. «Avete interpretato male le intercettazioni». Si riferisce ai presunti rapporti con famiglie 'ndranghetiste contestati dalla Procura di Brescia.

È quanto si legge nei verbali dei primi interrogatori di Francesco Mura, l’imprenditore 41enne nato a Asti, ma residente a Erbusco, e ritenuto il riferimento del gruppo che ha riciclato denaro sporco attraverso il gioco del Lotto, comprando le schedine dal vincitore reale, indicato dai tabaccai coinvolti, e facendosi poi pagare dallo Stato. Nell’ambito dell’inchiesta Scarface, che ha portato a 14 arresti nelle scorse settimane, in casa sua, tra quadri, auto di prestigio e una montagna di soldi, i carabinieri gli hanno trovato anche 160mila euro tutti in monetine da un euro. 

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